Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Significato di un titolo

di Roberto Maragliano

adottare

Giorni fa sono stato invitato a chiarire il senso del titolo che ho voluto dare al mio Adottare l’e-learning a scuola. Lì per lì, sorpreso, non ho saputo procedere al di là di una risposta puramente fattuale: l’e-learning è questa cosa qui e così potrebbe entrare a scuola. È una soluzione di comodo, che ho trovato insoddisfacente nel mentre stesso che la proponevo, e che probabilmente sarà dispiaciuta anche a chi, ponendo l’interrogativo, si aspettava ben altra reazione. Perché, ci rifletto ora a bocce ferme, domande di questo tipo sono più serie di quanto non possano sembrare di primo acchito, e meritano dunque risposte altrettanto serie. Il titolo, infatti, il più delle volte è e funge da sintesi e condensato della tesi che un testo vuole sostenere, ma in un qualche modo allude anche alla cornice teorica che l’accoglie e l’inquadra.

Dunque,  mi si chiedeva, molto probabilmente, qualcosa di diverso e di più rispetto ad un semplice riassunto o ad un chiarimento tecnico del significato di determinati termini, si voleva che esplicitassi la scelta di campo che avevo fatto, nello scrivere quel testo e nel dargli quel titolo, e le ragioni più generali che mi avevano indotto a farla.

frato

Provvedo ora indicando, qui, qualche pista di riflessione che parta dai due termini del titolo. Il primo, soprattutto, trovo meritevole di un approfondimento che sia coerente con la logica della cornice di cui ho detto prima (va da sé che, con Mario Pireddu, in Storia e pedagogia nei media, si sia massicciamente usata, e dunque adottata l’idea di cornice, ad indicare le caratteristiche mentali e sociali delle diverse famiglie di media succedutesi nel tempo anche come matrici di formazione; dunque pure questo termine è tutt’altro che neutro). Vero è che nel linguaggio scolastico corrente il complemento oggetto del verbo “adottare” coincide con un libro di testo, e che il tutto si riduce, generalmente, nell’assumere il manuale x piuttosto che il manuale y come riferimento materiale per l’impegno di insegnamento del docente e di studio dell’allievo, ma è altrettanto vero che il ricorso alla parola “adottare” mette in movimento un significato ben più esteso e profondo e, dunque, assai più intrigante. Nel linguaggio delle vite famigliari e in quello dei presìdi giuridici adottare un individuo significa impegnarsi ad accoglierlo, nutrirlo e trattarlo alla stregua di un figlio, riconoscendogli gli stessi diritti ad essere cresciuto ed educato ed attribuendogli gli stessi doveri. Sarebbe improprio sostenere che il docente x nell’adottare il manuale y faccia una cosa analoga, ma non lo è dire che la scuola, per come la conosciamo e tuttora la pratichiamo, ha adottato il libro, la forma libro, e in quella scelta si riconosce pienamente, tuttora (bellissima, a questo proposito, la vignetta di Francesco Tonucci, in arte Frato, scovata in rete e riportata in vita a distanza di tanto tempo!).

Al punto che, essendo costantemente alimentato, cresciuto e sempre più pienamente integrato nel mondo dell’adottante, sta avvenendo, come è in tante famiglie, che sia il figlio, cresciuto e fattosi adulto, ad adottare a sua volta, e dunque sostenere i genitori. Fuori di metafora, la situazione attuale del rapporto fra questa scuola e la forma libro è simile a quella di un adottante che sia stato a sua volta adottato. È il libro, verrebbe da dire, che sembra aver adottato la scuola. Di qui l’enorme difficoltà a farne a meno; di qui, col passaggio al digitale, e la relativa ormai inevitabile transizione, il bisogno di mantenere, inalterata, quella forma; di qui le resistenze che sappiamo. Di qui, in breve, la paura di questa scuola di perdere  identità : senza quell’adozione scomparirebbe come scuola, essendo, il libro adottato, ciò che più le dà riconoscimento e senso culturale.

Ecco, il significato primo del titolo è questo: cosa capita se si entra nell’idea, come scuola, di compiere una seconda diversa adozione, cosa mai ci si dovrà aspettare da questo movimento, e perché mai lo si dovrebbe compiere? Insomma, quel che mi preme mettere in evidenza, e che il titolo vuole rendere in forma di slogan, è che il digitale non basta accoglierlo, occorre adottarlo, cioè impegnarsi ad educarlo sì, ma anche ad educarsi alla sua presenza. Ed ecco che risulta così chiarito, anche, il senso del secondo termine. Per e-learning non intendo questa o quella realizzazione, questa o quella piattaforma, questa o quella teoria tecnica o didattica, no: intendo, solamente, quel che il termine indica, brutalmente, e cioè l’esistenza di un apprendimento digitale.

Tutto questo ed altro costituisce materia di discussione dell’hangout di venerdì 21 febbraio.

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Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

2 commenti su “Significato di un titolo

  1. Laila Cresta
    14 febbraio 2014

    L’accoglienza del digitale è utile, comoda, opportuna. Ma non lo è il contrapporlo al cartaceo. I testi da ricerca sono in cartaceo. Magari dell’anno 1000.

  2. Roberto Maragliano
    14 febbraio 2014

    Nessuna contrapposizione. Nel testo parlo di convivenza delle due logiche, quella del libro e quella del digitale: l’una permette di capire cosa è l’altra.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 febbraio 2014 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , , .

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