Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Dedicato a “Vedere oltre”

di Ornella Martini

copertina bestiario

la copertina dell’albo disegnato da Guido Scarabattolo per Vanvere Editore

Dove si parla di un libraio insostituibile, di un libro tanto piccolo quanto profondo, di un Festival di libri ad arte per ragazzi e del bisogno di una nuova resistenza

“Tieni, leggilo. È un libro per te. Sono sicuro che ti piacerà”, aveva detto Andrea, una figura di libraio così preziosa che pensi che se tutti i librai fossero così le piccole librerie non chiuderebbero mai, anzi riuscirebbero a resistere all’avanzata dei panzer digitali che ingoiano tutto, libri e mutande senza distinzione (so di scrivere cose rischiose di fraintendimenti, ma siccome su Amazon compro oggetti anch’io, mutande no ma libri sì, so di cosa parlo e non mi schiero dalla parte dei passatisti per forza; so anche che, ogni volta, entrare nella mia libreria preferita, che per necessità ora è anche caffè, è un piacere speciale al quale mai vorrei rinunciare).
Non lo avrei mai comprato se non me lo avesse proposto lui, e invece, Lascia che il mare entri si è rivelato uno dei libri più belli che io abbia letto, lo ha scritto Barbara Balzerani e tanto bastava, all’inizio, per sospettare. Non mi sono mai piaciuti i brigatisti rossi, a me che ho partecipato a tutto quello che dal 1977 in poi è successo in campo politico, e qui non approfondisco, ma questo libro non parla di terrorismo, parla di lei, di sua madre, della sua bisnonna, raccontando così, in poche pagine, una scelta speciale di parole, e un’affinata sintassi che mai sa di spocchioso intellettualismo narrativo, la storia dell’Italia praticamente dall’unità ad oggi, offrendo tutti gli elementi, senza mai parlarne direttamente, per comprendere il perché di quella tremenda stagione terroristica. Attraverso la storia delle tre donne si rivivono grandi passaggi e irrecuperabili rotture: dalla civiltà contadina, povera e cruda ma totalmente integrata nell’ordine naturale, alla orgogliosa e presuntuosa ascesa della razionalità ingegneristica del dopo-guerra che, in nome della modernità, ha sconvolto e travolto culture, ambiente, paesaggi, corpi e simboli, al punto tale che, oggi, l’impegno per la ricerca di soluzioni eco-sostenibili, che si provino nel difficile compito di recuperare un equilibrio possibile tra salvaguardia della possibilità stessa della sopravvivenza del nostro pianeta e cambiamenti possibili, si impone come una necessità e un’opportunità economica e sociale, non più e non soltanto come un principio etico e blandamente politico.
È una storia che mi fa pensare che non basta cercare di cavalcare l’onda che avanza, sperando sia sufficiente per non annegare; è una storia che mi convince della irriducibile necessità di dare senso ad ogni gesto personale e quotidiano, materiale e simbolico, nella misura di un cambio radicale di modello produttivo-culturale-comunicativo (a seconda di quanto ci sentiamo determinati da un fattore piuttosto che da un altro, essendo inter-connessi si può modificarne l’ordine). Per questa ragione vorrei dedicare uno o due prossimi contributi al termine “maker” e ai territori su cui agisce; per questa ragione sento di dover contribuire alla ricerca di senso sui cambiamenti che ci travolgono partecipando a Vedere oltre, Festival dei libri ad arte per ragazzi, alla sua seconda edizione a Narni il 17-18-19 ottobre. È un festival che coinvolge piccoli editori di libri ed albi per bambini, pensati e fatti di carta come laboratori di creatività visiva, grafica, narrativa; ai libri sono associate mostre e installazioni artistiche all’aperto, spettacoli teatrali, laboratori creativi per bambini e workshop per adulti.  Per quanto mi riguarda, oltre a visitare tutto il possibile, seguirò il workshop “Giocare con le forme del libro e nel libro” nella giornata di domenica, “Un corso intensivo per acquisire competenze pratiche per la creazione di un libro illustrato autoprodotto”,  nel quale imparerò a progettare e realizzare un libro tridimensionale artistico. Mi serve per comprendere meglio, attraverso un’esperienza concreta, che tipo di imbarcazioni, piccole e veloci, si possono mettere a punto per navigare controcorrente dentro il grande mare del digitale senza necessariamente starne fuori a guardare. Ne ho bisogno per capire se quanto e come un mondo diverso davvero sia possibile senza inutili sprechi di materia, di rifiuti, di rispetto, di parole.
Qualche altro navigante a rischio naufragio è interessato a condividere queste piccole isole di resistenza attiva?

Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

Un commento su “Dedicato a “Vedere oltre”

  1. soudaz
    17 ottobre 2014

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Questa voce è stata pubblicata il 17 ottobre 2014 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .

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