Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Titoli di merito: dire no o sì al digitale

di Roberto Maragliano

Mi è capitato di riprendere e rilanciare, su Facebook, un post altrui sull’opportunità di mettere stop al ricorso alla formula dei nativi digitali.

L’intervento è stato ampiamente ripreso, segno che il tema è sentito.

Credo dunque che sia opportuno sollevare un problema di metodo.

Da una parte ci sono i contenutisti, quelli, per intenderci, che parlano di violenza (dei fumetti, della tv, dei videogiochi, di FB) prescindendo dalla forma di quella violenza cioè dal modo in cui è messa in atto dal particolare mezzo. Una cosa è il cinema, un’altra un romanzo, per non dire poi di un filmato tv o un videogioco, saranno sì tutti violenti ma la maniera in cui ciascuno tratta o fa trattare la violenza ne muta il significato (e non solo il significante!).

Da un’altra parte ci sono i formalisti, quelli che, appunto, parlano di nativi digitali come ieri parlavano dei figli della tv senza minimamente confrontarsi con le pratiche e dunque i contenuti di coloro che esaltano (o più frequentemente condannano). Mancando analisi circostanziate sulle manifestazioni concrete di tali identità, le formule viaggiano tranquillamente e possono essere ugualmente adottate da esaltatori come da denigratori.

Ben più impegnativo e difficile è congiungere le due chiavi. Si tratta di fare un lavoro di antropologia partecipata, in situazione. Devi farti bambino, devi farti utente di tv o di smarphone dotandoti degli occhi e dei pollici del bambino, e contemporaneamente restando adulto. Devi sdoppiarti e triplicarti, senza mai perdere il controllo delle tue figure.
Ci avevo provato quasi due decenni fa, ma ero decisamente fuori tempo (oltre che fuori sacco).
Per i curiosi, la prova sta qui.

Molto più comodo andare su terreni già battuti e giocare sulle formulette.
Tanto (mi tocca ammetterlo, anche se fa male) cosa conta è il titolo: del libro come del post sul blog o su Facebook.
Lì si gioca l’identità dello scritto e di chi scrive.
Il titolo come segno di appartenenza, dunque. Anche indipendentemente da quel che viene dopo.
Così era ieri, e molto di più è oggi, in un contesto ben più complicato e soprattutto complesso.
Sono sicuro che se avessi titolato un mio ebook I rischi dell’e-learning. Quello che la rete non potrà mai dare gli avrei procurato più successo.

Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

Un commento su “Titoli di merito: dire no o sì al digitale

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