Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

L’invenzione della post-verità

di Mario Pireddu

Ho scritto un testo su uno dei temi più discussi negli ultimi mesi, cercando di riflettere su un dibattito che ha delle ricadute educative importanti. Il titolo che avevo dato era “L’invenzione della post-verità. Educarsi al verosimile“. La rivista Doppiozero, diretta da Marco Belpoliti, ha pubblicato il testo il 1 dicembre 2016 con il titolo “Storia naturale della post-verità“. In data 5 dicembre la trasmissione “Pagina 3” di Radio3 RAI, rassegna stampa culturale di Radio3 condotta da Edoardo Camurri, ha consigliato e commentato l’articolo (qui link al podcast della puntata). Buona lettura!

 

“Le verità vere sono quelle che si possono inventare”, scriveva Karl Kraus circa un secolo fa. Lo scrittore e polemista austriaco, celebre anche per i suoi aforismi, amava dire che chi esagera ha buone probabilità di venir sospettato di dire la verità, e chi inventa addirittura di passare per ben informato. Più o meno nello stesso periodo, lo scrittore anarchico statunitense Ambrose Bierce definiva così il termine verità nel suo splendido Dizionario del diavolo: “ingegnoso miscuglio di apparenze e utopia”. Veritiero nel libro di Bierce equivale così a “ottuso, stolto, analfabeta”. Con tutt’altro approccio, nel 1967 Guy Debord scriveva che “nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso”. Il filosofo Baudrillard, riprendendo il Qōhelet, ci ha informati invece della scomparsa della realtà, sostituita dalla realtà dei simulacri.

Nel corso della nostra lunga storia europea siamo stati messi in guardia più volte sui pericoli della manipolazione del senso comune, delle verità e delle informazioni di qualsiasi tipo. La notizia più recente riguarda però l’elezione di “post-truth” a parola dell’anno per l’Oxford Dictionary: dopo un lungo dibattito la scelta è caduta su post-verità come termine che definisce le circostanze in cui, per la formazione dell’opinione pubblica, i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli all’emozione e alle convinzioni personali. Tra le motivazioni della scelta vi è l’elevata frequenza d’uso del termine nell’ultimo anno, con particolare riferimento al referendum britannico sulla Brexit e alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

[…continua su Doppiozero]

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Informazioni su mariopireddu

Ricercatore per il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, mi occupo di studio, pratica e ricerca su media e formazione. Docente di "Tecnologie per la Formazione degli Adulti" e "Scritture di rete". Membro del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive (LTA) dal 2006. Ho insegnato "Mass media, nuovi media e società delle reti" presso l'Università IULM di Milano. Amo il basso elettrico e cucinare. Linux user

2 commenti su “L’invenzione della post-verità

  1. mariopireddu
    4 dicembre 2016

    L’ha ribloggato su Mario Pireddu.

  2. Pingback: L’invenzione della post-verità | Laboratorio di Tecnologie Audiovisive | Lim e dintorni

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Questa voce è stata pubblicata il 4 dicembre 2016 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , .

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