Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Appunti per didattica e fumetti

di Andrea Patassini

Il 15 e il 17 novembre sono stato ospite dell’insegnamento di Didattica generale condotto da Ornella Martini per il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, presso l’Università degli Studi di Roma Tre. È stata l’occasione di poter approfondire il tema del fumetto nel contesto didattico attraverso due incontri in presenza con gli studenti. L’obiettivo, condiviso con Ornella, era ed è quello di poter raccontare la mia personale esperienza di lettore di fumetti e del contributo, di questi ultimi, nel mio percorso di cambiamento e crescita. Provando ad individuare specifiche tappe della mia vita, ho tentato di raccontare quali letture a fumetti mi hanno accompagnato in quegli anni. Il risultato desiderato era quello di poter tratteggiare, attraverso il racconto personale delle mie letture, alcune caratteristiche del fumetto valide e meritevoli di approfondimento anche in campo didattico, non per il solo contenuto, ma per i messaggi e le istanze che ho intercettato e voluto esprimere in aula.
Il tracciare un percorso personale credo sia stato utile per poter rendere le riflessioni su queste tematiche aderenti ad un’esperienza specifica, senza dubbio limitata ad un punto di vista individuale, ma capace di instaurare un clima informale e soprattutto lontano da un’analisi prettamente formale. Far emergere le proprie esperienze di lettura di fumetti è un approccio interessante per poter riflettere su quali opportunità offrono questi ultimi, se e come hanno partecipato alla costruzione delle nostre identità. Sono dinamiche, crediamo, per nulla banali anche per chi intende intraprendere un percorso di studio dedicato all’apprendimento. Mi riprometto di poter raccontare l’esperienza e le modalità adottate in un altro post. In questo invece vorrei restituire una breve riflessione, maturata proprio durante la preparazione degli incontri previsti con gli studenti.

La necessità di poter esplorare alcune delle caratteristiche del fumetto mi ha portato a rileggere uno dei saggi, a mio dire, più interessanti dedicati al tema: è Capire il fumetto. L’arte invisibile di Scott McCloud, autore americano, impegnato in questo libro a tracciare una vera e propria esplorazione nel fumetto, per metterne in evidenza caratteristiche e funzioni.
La forza del saggio è senza dubbio nel suo svilupparsi proprio sotto forma di fumetti, quindi attraverso il linguaggio che ne costituisce il contenuto. L’autore, così rappresentato:

mccloud

ci accompagna a conoscere il fumetto e lo fa grazie ad un approccio mai pedante ma, al contrario, capace di rendersi particolarmente efficace: anche il solo studio di un’opera come questa consente di aprirsi ad esplorazioni attorno le infinite possibilità offerte dal linguaggio dei fumetti.

Nelle pagine del saggio di McCloud ho trovato alcuni passaggi molto interessanti che ho voluto presentare agli studenti.
L’autore ci porta a comprendere come il realismo grafico non comporti un maggiore coinvolgimento del lettore, perché i meccanismi percettivi che si innescano nella lettura di un fumetto non tengono conto della esatta corrispondenza tra il nostro reale e l’immagine riprodotta. Al contrario, McCloud intende farci riflettere su come la riduzione dei dettagli – la sintesi del segno grafico – possa aumentare il coinvolgimento di chi legge. Si tratta quindi di propendere a favore dell’espressività piuttosto che della verosimiglianza. È un processo che allarga le maglie che ci dividono dai personaggi, dalla storia e dai concetti espressi, e che ci permette di poter compiere quell’atto di immedesimazione fondamentale nella narrazione. Penso alla rappresentazione grafica di Topolino, a quella sintesi del segno valido a rendere altamente espressivo il personaggio e comunicare con efficacia differenti istanze.

floyd_mickey_style_guide

Mickey Mouse interpretato da Floyd Gottfredson

Non è un caso che McCloud abbia voluto adottare e riportare nel saggio uno dei concetti più conosciuti e diffusi di Marshall McLuhan, quello dei media caldi e freddi. È lo stesso McLuhan ad adottare l’esempio dei fumetti per aiutare a comprendere la sua teoria:

È caldo il medium che estende un unico senso fino a un’«alta definizione»: fino allo stato, cioè, in cui si è abbondantemente colmi di dati. Dal punto di vista visivo, una fotografia è un fattore di «alta definizione», mentre un cartoon comporta una «bassa definizione», in quanto contiene una quantità limitata di informazioni visive.

Nel ben conosciuto spettro che identifica media caldi e freddi, il fumetto potrebbe trovare collocazione tra quei media, appunto, freddi che “implicano un alto grado di partecipazione o di completamento da parte del pubblico”. Certo, è necessario considerare come la definizione visiva di un fumetto possa modulare il grado di completamento. Non solo, McCloud nel suo saggio invita a considerare anche quella strategia di contrasto tra sfondo realistico e immagine iconica, che indica come “mascheratura”. Tale strategia tende ad esprimere ancor con più forza l’espressività comunicata.

mask_mccloud

C’è un ulteriore passaggio meritevole di attenzione nel lavoro di analisi di McCloud, riguarda uno degli elementi fondamentali utili a definire il fumetto: è quello che lui chiama “closure”. Che cosa si intende? Il passaggio da una vignetta all’altra comporta un cambiamento, un movimento, un proseguimento della narrazione. Nei film tale pratica è espressa dal montaggio. Nei fumetti è lo spazio bianco. È proprio quel margine tra una vignetta e l’altra a consentire di poter svolgere, da lettori, un ruolo attivo che ci induce ad intervenire sulla storia, ad aggiungere informazioni. Si tratta di un altro, e per nulla scontato, processo di coinvolgimento che rende il lettore soggetto attivo. C’è una bellissima frase di Sergio Bonelli che sintetizza perfettamente il concetto: “Regola numero uno: Tex ricarica la pistola tra un disegno e l’altro”.

closure_mccloud

Tali aspetti assumono valore e importanza nel contesto didattico e possono offrire strumenti, pratiche e riflessioni preziose. Le questioni che si aprono sono diverse, passano per la funzione e il ruolo dell’immagine nel percorso di apprendimento a scuola. Il fumetto con le sue regole – la sua grammatica – invita ad un lavoro di analisi e di ricerca sulla funzione delle immagini e sul contributo che donano al nostro comunicare. E naturalmente sulle dinamiche di interazione tra testo e immagine che il fumetto perfettamente esprime e su come possono essere modulate. Non mancano quindi gli spazi di esplorazione e di azione.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 novembre 2016 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , .

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