Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Lo speciale racconto di una storia da raccontare

di Giuseppe Moscato

Sono il papà di un ragazzino con Sindrome di Down. Mio figlio ha 12 anni e il pallino del calcio, ma per un bambino come lui non è facile fare questa attività. In un mondo in cui lo sport è competizione (non propriamente sana), c’è poco spazio per i ragazzini come lui. Ho cercato in rete chi faceva calcio integrato e alla fine ho trovato a Roma la nota scuola calcio “Totti Soccer School”. Ci sono andato e ho capito che potevo tentare di costruire un percorso simile a Firenze, la città dove vivo. Ho quindi cercato e poi trovato gli interlocutori con cui gettare le basi per replicare quello che avevo visto a Roma. Il problema a questo punto era diventato: come trasmettere un’esperienza oggettivamente complessa in modo semplice, veloce ed efficace?

Oltre a essere papà  sono anche un vecchio maestro da sempre appassionato di comunicazione audio e video. Non ho mai fatto un corso di montaggio video, mai frequentato scuole di home recording, ne appreso tecniche per la scrittura di sceneggiatura… insomma, per vent’anni ho fatto il maestro. Eppure sono riuscito con l’aiuto di un video a raccontare, a raccogliere l’attenzione sul tema del calcio integrato così raramente diffuso in Italia.

Vi chiedo un attimo di pazienza perché ho bisogno di aprire una parentesi. All’inizio degli anni novanta sono entrato in contatto come studente universitario con Roberto Maragliano (sia chiaro, la citazione non vuole sottolineare solo i meriti come docente, vorrei piuttosto fosse riconosciuta la sua grande intuizione sul tema del mezzo “audio e video”, diventato poi ambito di ricerca di assoluto prim’ordine). Nel suo laboratorio si analizzavano assieme agli altri studenti, programmi e serial televisivi, film, canzoni famose, personaggi del mondo dello spettacolo. Ma l’originalità dell’impostazione didattica di Roberto era nell’analisi che avveniva dal punto di vista del semplice fruitore. Insomma sono stato educato ad analizzare il messaggio formale dal punto di vista del destinatario e non da quello tecnico e/o autoriale.
Bene. Cosa ci vuole a fare un video? Procurati una buona videocamera, un computer, un software per il montaggio video ed è fatta!

Un attimo ancora, ho un’altra parentesi da aprire. Per anni ho lavorato sui temi dell’innovazione scolastica, sostenendo l’idea che non è possibile guardare al presente (e al futuro) senza misurarsi con le tecnologie digitali. Per secoli la parola parlata e la parola scritta sono stati il principale veicolo della conoscenza. E forse oggi ciò è ancora più vero di quanto si possa immaginare. Di nuovo però c’è che la tecnologia (prima analogica e poi digitale) ha rotto completamente la percezione spazio temporale entro la quale oralità e scrittura si muovono. Lo abbiamo raccontato per anni, tanto che ad oggi non ho più il “fegato” di ripetere le stesse cose. Lascio solo una suggestione: dal carosello degli anni 60/70, ai tutorial sulla rete che ci insegnano come realizzare un montaggio video.

Dove ero rimasto? Ah.. mio figlio che voleva giocare al calcio. Già. Perché mio figlio alla fine è riuscito a giocare a calcio. Soltanto che in questo percorso abbiamo incontrato una questione ancora più grande che è quella dell’inclusione sociale. Abbiamo scoperto che lo sport può essere un grande veicolo per favorire l’inclusione sociale. E per questo ho avuto bisogno di raccontare il seguito di quella storia che avevo iniziato dopo aver fatto visita alla “Totti Soccer school”. Sono passati 5 mesi di esperienza e sapendo che sui social l’attenzione per la lettura di un messaggio dura poco più del battito d’ali di una farfalla, ho voluto mettere il tutto su un videoracconto di 10 minuti. E’ così che ho (metaforicamente) tagliato tante porzioni di contenuto (videoregistrate nel corso del tempo) per riordinarle secondo una sequenza narrativa. Gli ingredienti? I soliti: parole scritte e parlate, musica e… immagini.
Ce la fate a stare con me ancora 10 minuti? Vorrei invitarvi a vederlo…

 

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Questa voce è stata pubblicata il 6 ottobre 2016 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .
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