Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

I fumetti sono pericolosi! Dibattito italiano attorno ai fumetti nel 1951

Yuk_Andrea

L’Archivio Luce è una miniera inesauribile per approfondire il passato del paese, una risorsa storica preziosa e fondamentale, utile a conoscere i grandi eventi della nostra storia come i mutamenti culturali. L’archivio è fruibile online, raccoglie  4.000 ore di filmati, 400.000 fotografie, tutte risorse in libera consultazione. Ho provato a fare una breve ricerca, attraverso il motore di ricerca predisposto per la consultazione delle risorse presenti, utilizzando la parola chiave “fumetti”. Ero curioso di scoprire quali filmati fossero correlati al termine in questione (che poi è uno degli interessi che mi caratterizza, nonché il tema vivo di questa piccola rubrica).

Tra i risultati ottenuti è balzato all’occhio questo titolo “Cosa leggono i nostri ragazzi?”. Si tratta di un breve filmato prodotto nel 1951 per il cinegiornale La Settimana Incom. Prima dell’ascesa della televisione, il cinegiornale assumeva un ruolo centrale nell’informare il pubblico attraverso il canale audio visivo e lo faceva al cinema, innanzi la proiezione del film in programma. Si raccontavano le vicende nazionali, internazionali e di costume cercando, soprattutto nella fase di ricostruzione del paese, di dipingere un futuro fin troppo radioso. Dentro i brevi servizi c’erano elementi preziosi per comprendere la cultura del paese e i temi che alimentavano i dibattiti nella società.

Il filmato pone come argomento centrale la Mostra dei periodici per ragazzi, organizzata a Roma nel 1951 e pronta per una sua presentazione itinerante in tutta Italia. Perché una mostra sui fumetti? Va considerato un elemento storico per nulla secondario: l’acceso confronto nel paese attorno i fumetti e la loro influenza sulle giovani generazioni. Per i detrattori una certa produzione fumettistica dell’epoca era strettamente correlata ad alcuni casi di cronaca dove erano coinvolti giovani. Violenza e sesso erano gli elementi solitamente evidenziati nelle critiche poste ad alcune storie a fumetti in vendita nelle edicole e destinate ai giovani lettori. Tali storie, secondo i detrattori, influivano negativamente sui comportamenti di bambini e adolescenti. La mostra quindi rientrava tra le misure adottate dal fronte schierato a sostegno della proposta di legge del 1949 della deputata democristiana Maria Federici “Vigilanza e controllo della stampa destinata all’infanzia ed all’adolescenza”. L’obiettivo della legge era porre un’azione censoria su una certa stampa destinata ai giovani reputata dannosa in quella fase evolutiva. In rete è fruibile un ottimo articolo di Juri Meda che ben ricostruisce la vicenda storica a cavallo tra il 1949 e il 1953. Va specificato che la proposta, passata in un primo momento alla Camera, non diventò mai in legge per lo scadere della legislatura nel 1953. Furono comunque anni di forte dibattito attorno il fumetto che ricalcarono scenari già intravisti in altri paesi, in particolare negli Stati Uniti dove la battaglia contro i fumetti culminò nell’approvazione del Comics Code e la conseguente chiusura di molte testate ritenute non adatte ai giovani, con tanto di pubblici roghi dei volumi.

maria-federici

La parlamentare democristiana Maria Federici

Ma torniamo al filmato realizzato per La Settimana Incom. Andrea Pachetti scrive un bel post riguardo la mostra in questione andando a ricostruire la dimensione storica e le intenzioni alla base di tale iniziativa. Organizzata dal Fronte della famiglia presso Palazzo Marignoli, la mostra intendeva raccogliere ed esporre tutti gli elementi ritenuti inappropriati al pubblico dei più giovani. Come scrive Pachetti, attraverso l’uso della persuasione e le tecniche di propaganda si tentava di offrire un quadro chiaro, e allo stesso tempo inquietante, sui rischi di certe letture a fumetti. Senza dubbio è nel testo stesso del filmato in questione che possiamo individuare molti degli elementi retorici adottati per sostenere la tesi che i fumetti facessero male ai giovani. Interessantissimo il passaggio introduttivo del video: “ragazzi leggete, si diceva alcune generazioni fa. Oggi troppe volte ci ritroveremmo nella dolorosa necessità di dire: ragazzi, è meglio che non leggiate”.

cop-Picc-Sceriffo-2

Si elenca con motivo di preoccupazione la produzione massiccia di fumetti destinati alle letture dei più giovani. Sembra più un’invasione che la risposta ad una forma di intrattenimento sempre più di interesse tra le nuove generazione dell’epoca. Ma è l’aspetto educativo – ovviamente – a dare esplicito giudizio sul fumetto. “Che cosa insegnino i fumetti lo sentiamo dalle labbra dei nostri figli, dove si è installato un barbaro gergo”. Il filmato riproduce i pannelli espositivi della mostra dove sono raccolte pagine di fumetto organizzate per temi: delitto, omicidio, sensualità, violenza. Ma il punto di forza è senza dubbio il fatto di cronaca nera del 30 novembre 1949 che vede coinvolti tale Alessandro Marani, sedicenne accusato di aver rapito, ucciso e occultato il cadavere del piccolo Lamberto Bonora, di sei anni. Il caso, accaduto a Borgo Panigale, risaltò sulle pagine di tutto il paese, ma il dato che fece maggior clamore fu il risultato della perquisizione avvenuta nella casa del Marani. Furono ritrovati diversi albi a fumetti, alcune pagine mostravano una certa affinità con la dinamica dell’omicidio. Ciò alimentò fortemente il dibattito, il caso di cronaca fu utilizzato a sostegno della chiusura di tutte le riviste a fumetti reputate dannose, capaci di deviare i giovani. Non a caso anche il servizio evidenzia le “mostruose conseguenze” nella lettura dei fumetti citando il caso di cronaca nera di cui s’è detto.

513_001

Ed ecco, infine, l’appello ai genitori. La sequenza mostrata nel filmato è interessantissima, offre un contributo prezioso alla comprensione della propaganda sostenuta dal fronte di chi si opponeva con forza alla vendita dei fumetti in Italia in quegli anni. Sempre l’ottimo Pachetti nel suo post ne analizza i passaggi. Una scena di vita domestica, il papà, seduto in poltrona con una comoda vestaglia legge il suo giornale ma, con espressione preoccupata, alza il suo sguardo. La scena che segue vede in primo piano la mamma, intenta a fumare e leggere una rivista, che offre le spalle alla bambina rapita nella lettura di una rivista a fumetti (la voce fuori campo commenta: “le mamme pensano ai vestiti e intanto una fabbrica di torbidi sogni sta lavorando alle loro spalle”). Il video si conclude con la presentazione di uno dei pannelli presenti nel percorso espositivo della mostra. Un bambino dorme circondato da scene violente, mostri e donne procaci.
La testimonianza qui riportata credo abbia non solo valore storico (che merita un dovuto approfondimento perché fa affiorare riflessioni dell’epoca per nulla banali), ma esprime molto bene il classico modello di critica – spesso allarmista – che nel corso degli anni è stato ripresentato per altri media a contatto con i più giovani. Nella mia personale esperienza, ricordo meccanismi retorici simili per la tv e i videogame. Dai cartoni animati giapponesi reputati violenti e fonte di cattiva ispirazione per il pubblico che li guardava in televisione, ai videogame e al loro potere ammaliatore. Fatte le debite differenze, non vi sembra che l’atteggiamento nei confronti di quelli che oggi chiameremmo consumi destinati ai più giovani sia drammaticamente sempre lo stesso, soprattutto quando hanno a che fare con media e con tecnologie che l’adulto non conosce debitamente e dunque valuta con una certa dose di superficialità?

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

2 commenti su “I fumetti sono pericolosi! Dibattito italiano attorno ai fumetti nel 1951

  1. Elena Ferro
    24 giugno 2016

    Si concordo. Lo sguardo degli “adulti” seleziona in base alle assonanze. E sappiamo che ciò che è differente fa paura. Inoltre il fumetto è un potente mezzo per la diffusione di valori, idee e informazioni. Chi ne è ghiotto lo sa… Anche questo è un bel problema, se genera autonomia,……

  2. Pingback: Fumetti al rogo! Critica e contrasto ai fumetti, tra Italia e Stati Uniti negli anni Cinquanta | Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24 giugno 2016 da in Yuk con tag , , , , , , .

La nostra pagina Facebook

Il nostro sito ufficiale

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: