Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Omaggio a un Don Chisciotte

di Ornella Martinidon_quixote_and_sancho_panza-400

Mi manca una manciatina di capitoli per concludere la straordinaria avventura della lettura, più precisamente dell’ascolto (dell’audiolibro interpretato da Claudio Carini), di Don Chisciotte della Mancia, uno dei testi scelti da Roberto Maragliano e da me come programma dell’insegnamento di Comunicazione di rete e di Scritture di rete, ormai giunto alla sua ultima edizione per entrambi, per lui per raggiunti limiti di età, per me per trasferimento di impegni didattici ad altro corso di laurea.
È stato il nostro modo di celebrare l’anniversario dei 400 anni dalla morte di Cervantes, anniversario che il grande autore condivide, guarda il destino, con Shakespeare (con chi altri altrimenti?), cercando di sollecitare nel nostro  minuscolo gruzzoletto di studenti presenti il piacere della lettura e riflessioni su alcuni degli innumerevoli temi di cui il romanzo è ricchissimo: il gioco esplicito con la costruzione narrativa, il rapporto tra finzione e realtà della lettura, la lettura e la costruzione del mondo, la consistenza d’autore di un personaggio, lo sviluppo della tecnologia della stampa, per dirne soltanto alcuni.
È il mio modo per ricordare il primo dei distacchi (dalla didattica dopo 47 anni) di Roberto dalla sua più che quarantennale attività accademica, avvenuto in un grigio e polveroso pomeriggio romano, in un’aula spoglia e quasi vuota della sede di piazza della Repubblica.
Don Chisciotte è sapiente, saggio, trasparente, ironico, erudito, incorruttibile, dunque, INATTUALE. FOLLE. LIBERO. LETTORE INSAZIABILE.
LIBERO PERCHÉ LETTORE INSAZIABILE.
Don Chisciotte legge, dunque è. È perché immagina, leggendo.
Roberto, dunque, è un Don Chisciotte.

Orlando Furisoso Frontespizio
Il suo mondo ‘cavalleresco’, nella versione ‘sessanttottin-rivoluzionaria’, di giustizia, uguaglianza, onestà, non è mai esistito, e neanche più nell’immaginario esiste, tanto meno nella deriva quantitativa e tayloristica del sistema nazionale e, ormai internazionale, di istruzione.
gustave-dore-don-quixote-0011L’idea che l’educazione liberi perché fondata sull’esercizio del libero pensiero, la pratica del dubbio, l’esercizio dell’errore, dunque sull’incarnazione del vissuto  e della responsabilità personali, sembra diventata una roba d’altri tempi, se l’aula in cui facevamo lezione si vuotava regolarmente perché tutti i topolini correvano nell’aula di fronte, dietro il pifferaio che li ricattava con la promessa della retribuzione di un mucchietto di crediti.
Per questo sono un Don Chisciotte anche io, irrecuperabilmente fiduciosa nella libertà del pensiero nutrita così, di letture e dubbi, dubbi e letture.
Don Chisciotte, però, è anche Sancio Panza, ma io sono più Sancio di Roberto, raffinato pensiero dedito anima e corpo all’esercizio della critica politica, della politica accademica, del pensiero per il pensiero.
Io sono Sancio Panza più di lui perché Sancio è il corpo e la campagna, la saggezza dell’esperienza, la furbizia e l’onestà degli ultimi, l’irriducibile senso di realtà e di cinismo dei popolani. Sancio ci crede e non ci crede, è contemporaneamente fuori e dentro la follia che lo unisce al ‘Cavaliere dalla triste figura’ o dei ‘Leoni’ o ‘Errante’, e sa qual è il suo posto nel mondo né si illude di cambiarlo ma, quando la ventura lo richiede, si comporta saggiamente, onestamente, praticamente.
Scrivo queste righe mentre Don Chisciotte è pesto e scornato per aver perduto l’ultimo scontro, quello che lo obbligherà a tornare a casa, triste, sconfitto; ma, prima di tornare, troverà se stesso e il suo trionfo nel libro a stampa che ne celebra le avventure.
Se ne andrà dunque per il mondo ancora e sempre, Don Chisciotte l’errante, e sempre insieme al suo saggio Sancio.
Alla prossima avventura, Roberto.

roberto

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Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

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