Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Le dimensioni della vita in rete

di Mario Pireddu *

Molti tra noi fanno parte dell’ultima generazione che ha vissuto a cavallo dei due mondi, quello analogico e quello digitale verso il quale sta ormai convergendo qualsiasi tipo di produzione culturale, comunicativa, formativa etc. (si veda qui un altro post dedicato al tema dell’industria culturale che sta diventando inesorabilmente sempre più digitale). Ci rendiamo conto dei cambiamenti di ampia portata che associamo alla diffusione e all’utilizzo delle tecnologie per la comunicazione di rete, perché sappiamo com’era il mondo prima. Non era un mondo necessariamente più bello e con più valori (anche se qualcuno continua a ripetere da secoli che “i giovani stanno perdendo i valori”), perché sappiamo che un’età d’oro della comunicazione e della relazione interpersonale non è mai esistita, e perché sappiamo che in quanto umani siamo da sempre in continuo cambiamento.

absence

Società, socievolezza, socializzazione: tutte dimensioni che vengono messe in gioco ogni qual volta cambiamo il mondo in cui comunichiamo. Vedere nella tecnologia il problema o la causa dei problemi della contemporaneità è un modo per non affrontarli seriamente, per far finta di trovare un capro espiatorio senza accorgersi che le cause sociali, culturali, economiche, politiche sono ancora da affrontare. Un classico esempio è quello del cosiddetto cyberbullismo: lì il problema non è la tecnologia di rete, ma sono l’aggressività e la violenza, che – come è naturale – si esprimono anche attraverso la connessione online. Parlare di tecnologia non serve a far sparire il problema, che riapparirà regolarmente in altra sede.

Le relazioni online fanno parte di un mondo complesso che si costruisce intorno al nostro capitale sociale, ai meccanismi di riflessività (l’osservarci nell’atto di comunicare) e nei processi di creazione e gestione della reputazione. All’interno dei social network costruiamo profili pubblici o semipubblici contenuti in sistemi limitati (e spesso proprietari), articoliamo liste di altri utenti con i quali condividiamo contenuti e connessioni, e possiamo anche vedere le liste di connessioni dei nostri contatti o di altri utenti. Sfruttiamo quotidianamente il nostro capitale sociale – l’insieme delle nostre relazioni interpersonali formali e informali – per gestire il nostro potenziale di azione all’interno della società, e dunque per perseguire obbiettivi precisi (che possono essere individuali ma anche di gruppo).

sna

Si parla a questo proposito di “società peer based”, di evoluzione dei meccanismi imitativi o dei processi di distanziamento, di reputazione: vi è chi parla anche di networked individualism, come il sociologo Wellman, per cercare di spiegare le trasformazioni della società in rete, in cui non vi sarebbe più “il mondo secondo me” (secondo il classico concetto di “individuo”), ma “il mondo secondo la versione connessa di me”. Chi ha una certa età fa un po’ di fatica a comprendere perché una persona più giovane, al primo risveglio mattutino, per prima cosa prende in mano lo smartphone e controlla se ci sono notifiche dalle varie applicazioni installate (ma principalmente Whatsapp, Facebook, Instagram, etc.). Noi sappiamo che la difficoltà è dovuta a un cambiamento culturale ma di fatto anche antropologico che è avvenuto nel corso degli anni: essere always on è una condizione per molti ormai quotidiana e normale, per altri resta qualcosa di scarsamente comprensibile. E quel che non si comprende, spesso lo si giudica frettolosamente o in modo ideologico – o peggio, moralistico.

postpc

È un dato di fatto: oggi le nostre vite dipendono sempre più da software di vario tipo e dall’infrastruttura materiale e relazionale della rete Internet. Informazione, conoscenza, relazioni, cultura, scienza, economia etc.: tutto passa dall’utilizzo, dalla gestione e dal monitoraggio via software, e viviamo sempre più immersi in quella che già diversi anni fa Lev Manovich definiva “logica culturale del database”. L’esempio classico è quello di Facebook, che archivia le persone e i loro comportamenti come items, ma lo stesso si può dire di Instagram, YouTube, Twitter, Wikipedia, etc. Questa inscrizione in database del mondo vive ormai sempre più su dispositivi mobili, giacché siamo da qualche anno entrati in quella che in molti hanno definito “post-pc era”. A nuove condizioni ambientali corrispondono nuove sfide e nuovi rischi (soprattutto per quanto riguarda la privacy), ma anche nuove opportunità. A queste sfide, se si vuole cogliere il potenziale liberatorio del nuovo ambiente comunicativo o comunque il versante delle opportunità offerte, si può e si deve rispondere con la formazione e con l’educazione alla consapevolezza. Non chiusura, dunque, ma apertura e conoscenza diretta delle tecnologie, dei software, dei comportamenti diffusi, degli stili comunicativi: solo in questo modo sarà possibile dar forma a una cittadinanza attiva, consapevole e capace di gestire e indirizzare il futuro delle comunicazioni e delle relazioni online.

* intervento frutto della rielaborazione di un testo scritto per La Voce di Chi Ascolta (pubblicazione Telefono Amico Italia)

Informazioni su mariopireddu

Ricercatore per il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, mi occupo di studio, pratica e ricerca su media e formazione. Membro del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive (LTA) dal 2006. Insegno "Mass media, nuovi media e società delle reti" presso l'Università IULM di Milano. Amo il basso elettrico e cucinare. Linux user

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 19 maggio 2016 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .

La nostra pagina Facebook

Il nostro sito ufficiale

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: