Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Torna al Fienile, Henrik

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Figlio (1)
I bambini, si sa, non sono tutti uguali, fin qui è semplice, ma il problema è che non si sa cosa siano veramente. Al Fienile ne arrivano tanti, in qualche modo già scelti: sono esclusi in partenza tutti quelli le cui madri hanno paura dei cani, del prato e delle allergie, della noia, del freddo, dell’assenza della televisione, del bar, del parco giochi, del ristorante alla carta, e via continuando.
I bambini che arrivano sono diversi e, spesso, molto simili tra loro; ne possiamo indicare sommariamente tre tipologie.
Il bambino Gommapiuma anche quando sa camminare risiede stabilmente in braccio a uno dei genitori, preferibilmente la madre, oppure su un gigantesco passeggino a 4 ruote motrici che non entra nella porta; ha paura dei nostri 4 cani i quali, di norma, non fanno paura neppure ai gatti; mangia raramente cose normali come, ad esempio, pane e marmellata. Quando è più grande, diciamo intorno ai 6 anni, il bambino Gommapiuma si muove pochissimo perché non ha confidenza con nulla ed è bardato come un novello Rasmussen nel cuore dell’Artico; una volta dentro, si posiziona immobile a braccia aperte aspettando che la mamma lo sgonfi di tutti gli strati superiori per arrivare al nucleo cicciottoso che, poi, si depone sulla sedia e gioca col telefono di papà.
Il bambino Caterpillar – cammina o non cammina fa lo stesso – urla, sempre; quando non urla rompe, sempre, qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Quando è piccolo, a tavola, i genitori pensano che fare il vuoto intorno sia l’unico modo per salvare stoviglie bottiglie pane vino e il cibo tutto; se viene liberato può, a scelta, svuotare la libreria o la credenza, fare dei puzzle molliche, dei cani polpette; una volta fuori, ché tanto a tavola non ci resta che il tempo di sparecchiarla – grande o piccolo non fa differenza – prende a calci qualsiasi cosa; più grande, preferibilmente il pallone e allora è finita: per fortuna c’è il campetto attrezzato.
Il bambino Cruciverba da piccolo è un rebus: le innumerevoli sollecitazioni che riceve dagli adulti, i nonni soprattutto si adoperano molto, dovrebbero trasformarlo in un ometto davvero erudito, ma non sembra un progetto che lo entusiasmi. Diventa più trasparente quando cresce, diciamo a partire dagli 8 anni: in senso materiale perché ha già smesso praticamente di mangiare, in senso metaforico perché il suo contatto col mondo – gli oggetti, le persone, gli animali – è esile come la sua figura.
In mezzo a questi personaggi ogni tanto sbucano, come papaveri in un campo di grano, bambini. Ogni volta è una visione meravigliosa.

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Anthony, il papà di Henrik, lo ha fotografato in cammino per il mondo con la sua amica Guenda

Henrik al momento ha un anno e mezzo, con genitori americani è nato e vive a Malta. È uno di quei bambini ‘papavero’ di cui parlo in Dare corpo, all’inizio del capitolo intitolato “Mani e piedi” (riportato nella citazione): straordinario e normalissimo, come dovrebbero essere tutti i bambini. Prima e dopo di lui, invece, è stata tutta una sequela, totalmente made in Italy, di lagne, pappine, biberon, urla, ciucci di ogni foggia e dimensione, digiuni totali, sbattimento di tamburelli, ore intere trascorse al chiuso per via di un po’ di brutto tempo.

Henrik
cammina da solo anche in montagna, e dà baci a tutti, umidi di saliva e di moccio, come la nostra Guenda di cui è diventato grande amico;
mangia da solo e assaggia qualunque cosa, un po’ giocando con le mani e un po’ leggendo un albo o giocando con le cose che abbiamo messo a disposizione;
gioca sempre senza urlare o piangere;
mette tutto a posto aiutato dal papà e dalla mamma;
ama tutti gli animali;
adora andare sul trattore, avventura di cui sarà per sempre memore e grato a Mauro;
guarda i suoi cartoni da bambino piccolo sull’ipad dei genitori.

In quei momenti sembra un bambino come tutti gli altri, ma io so che non è proprio così: quello che dovrebbe essere normale diventa straordinario e la ‘norma’ un assurdo. E ritorniamo punto e a capo, non potendo neppure incolpare di tutto gli stramaledetti strumenti digitali, visto che Henrik li usa fin da piccolo ma passa il tempo facendo altro.
Che vogliamo fare?
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Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

Un commento su “Torna al Fienile, Henrik

  1. Cesare Fregola
    29 aprile 2016

    Curiosità sui Genitori dei bambini Gommapiuma: sono Genitori Divano, Piumone, Sofà, Canapè o altro ancora? I Bambini Caterpillar hanno Genitori Gommapiuma? E i Genitori dei Bambini Cruciverba sono a righe a o quadretti? Mi chiedo, anche, cosa accade se sbuca anche un Genitore così come quei papaveri che dipingono del loro risso i campi di grano! Contagioso questo “Torna al Fienile, Henrik”!

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Questa voce è stata pubblicata il 29 aprile 2016 da in Il cucuzzolo con tag , , , , , , , , , , , .

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