Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

“Be the media”: tra YouTuber e opinion leader

Websegnali_Mario

di Mario Pireddu

Di recente, invitato in una scuola di Aprilia per un incontro sulla consapevolezza nell’uso dei social media, ho avuto modo di discutere piacevolmente con alcuni studenti delle loro passioni e dei loro interessi.

Aprilia - Gramsci

Due tra loro erano utenti molto attivi di YouTube, con canali personali dedicati all’esplorazione del mondo videoludico: uno in particolare si è rivelato conoscitore attentissimo e entusiasta della realtà che ruota intorno agli YouTuber, mostrando di sapere che il canale YouTube con più iscritti in assoluto è quello di PewDiePie (qui il suo canale, e – per chi non sapesse chi è – qui la pagina a lui dedicata su Wikipedia). Conosceva addirittura il numero esatto di iscritti: 43 milioni e 250mila, una quantità impressionante (e, aggiungo io, ancora più impressionante è il numero di visualizzazioni dei suoi video: quasi 12 miliardi).

PewDiePie

Felix Arvid Ulf Kjellberg, più conosciuto come PewDiePie

Da diversi anni, quando si ha a che fare con studenti (a scuola e all’università), capita di trovarsi davanti piccoli e grandi YouTuber, o curatori di account seguitissimi su Instagram, pagine di Facebook etc. Si tratta di un fenomeno sempre più frequente – anche se non ha niente a che vedere con le fantasiose teorizzazioni sui cosiddetti “nativi digitali” -, che mostra i processi di appropriazione degli spazi comunicativi da parte degli utenti (da sempre presenti nella storia dell’evoluzione mediale ma ancora più centrali oggi, in epoca di user generated content e social media).

Ragazzi che fanno proprio lo slogan be the media, imparano a gestire codici e ambienti comunicativi pensando alla costruzione dei propri pubblici di riferimento: si tratta di pratiche che si fanno via via più complesse, che maturano insieme ai linguaggi dei media relazionali che utilizzano. In tutto questo, ad alcuni capita con il tempo di ritrovarsi a essere seguiti da moltissime persone: ci si accorge di essere punti di riferimento per tanti altri utenti che condividono gli stessi interessi, e non di rado persino punto di ancoraggio valoriale per scelte di vita importanti. Le varie discipline si occupano di questi temi – sociologia, psicologia sociale, media studies, marketing etc. – utilizzano a second dei casi termini come opinion leader, influencer, trendsetter, etc.

Ne ho discusso con i ragazzi protagonisti di Linea Rossa, una interessante trasmissione della Televisione Svizzera (RSI), in una puntata andata in onda il 3 aprile. Per chi di voi è interessato, la puntata è qui sotto (click sull’immagine) e dunque buona visione!

Linea_Rossa

Informazioni su mariopireddu

Ricercatore per il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, mi occupo di studio, pratica e ricerca su media e formazione. Membro del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive (LTA) dal 2006. Insegno "Mass media, nuovi media e società delle reti" presso l'Università IULM di Milano. Amo il basso elettrico e cucinare. Linux user

Un commento su ““Be the media”: tra YouTuber e opinion leader

  1. Pingback: Youtuber, questi sconosciuti | Pietroalviti's Weblog

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Questa voce è stata pubblicata il 11 aprile 2016 da in web-segnali con tag , , , , , , .

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