Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Libri che non possono essere stampati

Websegnali_Mario

di Mario Pireddu

Comprereste un libro che non può essere stampato in alcun modo? È quel che Google prova a chiederci con il recente lancio di Editions At Play, iniziativa realizzata insieme a una giovane casa editrice londinese (Visual Editions). La proposta è chiara: offrire ai lettori un catalogo di libri digitali: non ebook, quindi, ma digital book, ovvero libri che non possono esistere senza la rete. Cosa significa?

Editions-at-Play

Su questo blog ragioniamo da anni sull’evoluzione e i futuri possibili dei supporti per la conoscenza, e l’integrazione tra “libro” e “rete” è tra i fenomeni che ci sembrano più rilevanti. Sappiamo che la “forma libro” alla quale siamo sempre stati abituati, con tutta la sua pluralità di espressioni, prospera da tempo anche in rete. Sempre più lettori comprano romanzi, saggi e fumetti in versione digitale, e nella maggior parte dei casi non ci sono differenze sostanziali tra le edizioni cartacee e quelle digitali. Quel che invece appare più interessante è l’evoluzione del libro verso formati che consentano di sfruttare concretamente le opportunità delle tecnologie digitali e soprattutto di rete.

L’evoluzione degli ebook (per esempio nel formato EPUB, lo stesso che ritroviamo in molti store online quando acquistiamo libri in formato digitale) mostra già una sempre maggiore integrazione della multimedialità, degli oggetti interattivi, o del richiamo a risorse esterne al libro che vengono attivate dal lettore. Quel che Editions at Play propone, però, sembra qualcosa di ancora diverso e che riprende da un lato l’idea degli enhanced ebooks (i “libri aumentati” di cui si discute da tempo), e dall’altra i dati sui consumi che mostrano il costante aumento della lettura su dispositivi mobili, con lo smartphone sempre più al centro delle preferenze dei lettori.

phone-reading

Su The Digital Reader, a proposito di Visual Editions, Nate Hoffelder scriveva già nell’estate del 2015 che le aspirazioni della società londinese si sarebbero scontrate con quel che la storia insegna, e cioè che qualsiasi sforzo del passato nel “reinventare il libro” si è rivelato un fallimento perché i lettori non vogliono qualcosa di diverso ma “gli ebook così come sono”. In realtà si potrebbe dire che qualche caso di enhanced ebook di successo c’è stato, ma nella maggior parte dei casi si tratta di app da installare su smartphone e tablet, ovvero di software presentati come libri interattivi (c’è chi parla di “game”, “serious game”, etc.). A un anno dalla commercializzazione del primo iPad uscì l’ottimo The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore: creato da William Joyce – illustratore e animatore che ha lavorato per Pixar, Dreamwork, Disney, New Yorker – è un “book-app” per bambini che viene venduto come “interactive narrative experience”, e descritto da altri come “una storia della buonanotte ben scritta che è allo stesso tempo un film animato immersivo”.

Se è vero che ci troviamo di fronte a un prodotto per i più piccoli, possiamo comunque chiederci: se l’ebook è di fatto un file, ovvero qualcosa che ha a che fare con il software come tutto quel con cui abbiamo a che fare quotidianamente, cosa vieta di vendere un software presentandolo come libro? O, al contrario, cosa rende una app così diversa da altre app tanto da venire presentata come “libro”? Naturalmente la domanda di fondo qui è “cosa rende libro un libro?” (si veda sull’argomento l’utile testo di Gino Roncaglia), ma qui limitiamoci a ragionare su quanto proposto da Google e Visual Editions.

Google vende i due titoli proposti da Editions at Play (per ora gli unici) sul proprio store Google Play Libri: una volta acquistati i libri vengono visualizzati all’interno della propria libreria. Nell’immagine seguente, The Truth About Cats and Dogs e Entrances &Exits risultano nel mio scaffale insieme ad altri libri:

play books

I due libri però, pensati per una fruizione su smartphone, non possono essere letti dalla applicazione di lettura Play Libri: essendo “libri” che sfruttano Internet e le potenzialità dell’HTML5, sono di fatto fruibili solo attraverso il browser. La differenza con altri ebook o book-app è che il progetto Editions at Play sembra spingere fortemente sulla fruizione always on: la maggior parte di questi libri non sarà leggibile in modalità offline (Google d’altronde già da tempo spinge in questa direzione con altri progetti come Docs, Chromebook, etc.).

I due libri per ora presenti sono molto diversi tra loro: il primo, The Truth about Cats and Dogs, è un racconto breve narrato da due punti di vista differenti che sfrutta alcune caratteristiche dell’HTML5 ma che di fatto potrebbe esistere anche come libro nei tradizionali formati dell’ebook. Il secondo, Entrances & Exits, è invece più interessante, perché si tratta di una storia raccontata e “navigata” attraverso Google Street View. Una relazione interrotta, un marito che cerca di allontanare il dolore della separazione attraverso viaggi: dalla propria casa alla stazione dei treni, e da lì via per altre destinazioni. Le mappe interattive di Google sono utilizzate nella costruzione del racconto per selezionare e dare il senso della posizione, ma anche per comunicare al lettore – per far vivere al lettore – il senso di smarrimento del protagonista (per esempio nel finire in città diverse dall’altra parte del mondo per aver attraversato la porta sbagliata).

Entrances_and_exits

Si tratta di due soli titoli, per ora, ma sufficienti per rilevare come quel che di fatto è un sito navigabile via browser venga presentato come “libro”. Il progetto non viene descritto come capace di offrire nuovi modi per raccontare storie, ma come vera e propria reinvenzione del libro: non semplici ebook ma libri che sfruttano le “proprietà dinamiche del web”.  In conclusione, e in attesa di altri titoli utili per una analisi più completa, vale la pena sottolineare quanto scritto nella pagina di descrizione del progetto: “spesso le persone dicono che i libri stampati possiedono qualità che non sono ben trasferibili sul versante digitale. Noi vogliamo mostrare che il digitale ha qualità narrative che non sono trasferibili sulla carta”. Di quali qualità si tratta?

Qualità dinamiche. I libri che sono scritti per il web possono essere: basati sui dati, locativi, generativi, algoritmici, basati su sensori, fluidi, non lineari, espandibili, basati sui cookie, personalizzati, prossimali, aumentati, in tempo reale, time-sensitive, adattivi, collaborativi e condivisibili. 

Informazioni su mariopireddu

Ricercatore per il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, mi occupo di studio, pratica e ricerca su media e formazione. Membro del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive (LTA) dal 2006. Insegno "Mass media, nuovi media e società delle reti" presso l'Università IULM di Milano. Amo il basso elettrico e cucinare. Linux user

Un commento su “Libri che non possono essere stampati

  1. Pingback: Libri che non possono essere stampati | Pietroalviti's Weblog

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18 febbraio 2016 da in web-segnali con tag , , , , , , , .

La nostra pagina Facebook

Il nostro sito ufficiale

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: