Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

La forza delle parodie Disney

Yuk_Andrea

Quali sono gli ingredienti di quella ricetta che consente a Topolino, da generazioni e generazioni, di presentarsi ogni settimana in edicola con nuove storie e avventure? Come raccontavo qualche tempo fa c’è senza dubbio un gran lavoro creativo. Esistono poi formule vincenti che nel corso degli anni hanno tracciato un solco indelebile nella storia del settimanale a fumetti. Una di queste è la parodia.

Con il termine parodia si indica il travestimento, solitamente burlesco di un’opera d’arte particolarmente nota, in prosa o in versi, in musica o sullo schermo, con scopi di volta in volta umoristici, satirici o critici.

parodie_disneyLo spunto di questo post nasce dalla lettura del saggio scritto ‘a otto mani’ Le grandi parodie Disney. Ovvero i classici fra le nuvole. Gli autori, Pier Paolo Argiolas, Andrea Cannas, Giovanni Vito Distefano e Marina Guglielmi provengono dalla facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari e hanno provato a delineare e analizzare lo stretto rapporto tra topi, paperi e i classici della letteratura. Il saggio alterna schede semplici e utili a definire le strutture narrative adottate nelle parodie a fumetti ad analisi approfondite su diverse parodie pubblicate nel corso degli anni sul settimanale. Si descrivono gli strumenti adottati dagli autori,  il modo in cui hanno scelto di parodizzare determinate storie: storie che, nell’immaginario comune sono considerate con una certa ricorrenza classiche e così innalzate a oggetti inscalfibili, poco inclini alla reinterpretazione in senso ironico (per alcuni riduttivo). Di certo le tante parodie sul Topo proposte ai lettori sono un esempio della carica creativa delle penne e delle matite di casa Disney. E sono ancor di più un’occasione davvero interessante per conoscere e approfondire quei processi di riscrittura e di riformulazione di opere particolarmente popolari. Infine, dato per nulla scontato, a contribuire alla parodia Disney, e probabilmente a delinearne un vero e proprio modello narrativo, ci sono stati e ci sono ancora moltissimi autori italiani.

Senza nessuna pretesa di ricostruire una cronologia della produzione di parodie disneyane, è interessante osservare come nel corso del tempo le firme nostrane di Topolino abbiano, attraverso le parodie, saputo costruire storie frutto di un mix composto dalla riscrittura in chiave ironica di opere letterarie classiche e l’immaginario Disney rappresentato dai suoi personaggi su carta. Come in una rappresentazione teatrale, abbiamo visto Topolino, Paperino, Zio Paperone e molti altra ancora vestire i panni di tanti personaggi provenienti dall’immaginario collettivo. Pietra angolare della parodia a fumetti in salsa disneyana è L’inferno di Topolino, prima storia parodistica italiana del 1949 a firma di Guido Martina, un vero e proprio punto di riferimento per la storia del fumetto italiano. L’ambientazione de La divina commedia vede Topolino vestire i panni di Dante accompagnato per i gironi dell’inferno da un Virgilio interpretato da Pippo. Paperino incarna alcune delle storture che l’inferno riserva: è un personaggio certamente comico ma concentrato sulla rabbia costante che lo invade; lo stesso Topolino lo prende a calci pur di liberarsene. Diverso il compito che Martina affida a Gambadilegno che ricopre ruoli come il dannato Farinata degli Uberti con il quale Topolino si azzuffa in una rocambolesca lotta. Guido Martina scriverà nel corso della sua carriera moltissime parodie per paperi e topi attingendo nel vasto repertorio della letteratura. Oltre al grande lavoro creativo svolto negli anni, Martina ha il merito di aver aperto quel sentiero che consentirà a tanti altri autori e disegnatori di reinterpretare attraverso l’universo Disney l’immaginario collettivo.

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Pippo interpreta nella parodia il tormentato avvocato Gabriel John Pipperson. Immagine da PaperPedia

Basta fare un lungo salto temporale ed arrivare ai giorni nostri. Le pagine di Topolino accolgono ancora parodie di opere letterarie come ad esempio il bellissimo Lo strano caso del dottor Ratkyll e di mister Hyde, adattamento parodistico del romanzo di Robert Louis Stevenson scritto da Bruno Enna, illustrato da Fabio Celoni e colorato da Mirka Andolfo.

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Minni in questa parodia veste i panni della dottoressa Minni McMinny, Topolino è invece il il comandante Topolino Junior Tirk. Immagine da Fumettologica

Sul blog segnalammo il bel lavoro di Blasco Pisapia sul romanzo Zia Meme. Ma le parodie disneyane si sono confrontate anche al di fuori dei confini dei classici letterari; un esempio recente è Star Top – Spazio, ultima groviera,riformulazione della serie televisiva cult Star Trek: c’è sempre Enna alla sceneggiatura, alle matite compare Andrea Freccero.

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Topolino è Dylan Top, mentre Pippo interpreta un fantastico Groucho. Immagine da Fumettologica

E poi perché non parodizzare anche il campo del fumetto? Tentativo perfettamente riuscito con Dylan Top, l’alba dei topi invadenti parodia del primo numero dell’investigatore dell’incubo Dylan Dog creato da Tiziano Sclavi. Un’opera frutto della collaborazione tra Roberto Recchioni e Tito Faraci per il soggetto e la sceneggiatura, e meravigliosamente rappresentato da Paolo Mottura.

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L’esempio della parodia Disney credo possa offrire anche sul fronte didattico un approccio differente alla scrittura intesa come processo espressivo e un percorso alternativo all’avvicinamento della letteratura. Il valore della parodia può essere di stimolo prezioso per scrollarsi di dosso il torpore di uno studio didascalico delle opere letterarie. Attenzione, l’orientamento dissacrante non deve essere inteso come una riduzione semplicistica del valore e della complessità del cosiddetto classico. La vignetta finale de L’inferno di Topolino la dice lunga sul peso e la difficoltà (di ieri, come di oggi) nel provare a mettere mano sui classici. Guido Martina e Angelo Bioletto sono reputati da Dante stesso come “traditori massimi” e confessano di fronte al poeta (armato di penna stilografica) il loro reato di reinterpretazione dell’opera.

Al contrario, questi processi di riscrittura consentono di vivere attivamente il confronto con la lettura di un romanzo o di una storia e mettono in pratica meccanismi narrativi utili a comprendere la natura anche “aperta” di un’opera letteraria. Sarebbe interessante provare ad estrarre alcuni di questi meccanismi, plasmarli e simularli in un percorso didattico, tentare di aprire così un canale di contatto differente al valore e al senso della scrittura e della lettura a scuola.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

2 commenti su “La forza delle parodie Disney

  1. Pingback: La forza delle parodie Disney | Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)

  2. Pingback: ‘They are not only books’ | Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

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Questa voce è stata pubblicata il 26 gennaio 2016 da in Yuk con tag , , , , , , , , , .

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