Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Presentazione ufficiale di Dare corpo

di Ornella Martini
Questo post vale come presentazione ufficiale del mio libro digitale Dare corpo. Idee scorrette per una buona educazione, self-pubblicato sulla piattaforma Streetlib  e quinto titolo della nostra collana digitale #graffi: per farlo abbiamo dovuto attendere (grazie alla buona volontà e all’orgoglio un po’ nerd di Andrea Patassini) che Amazon, il signore del mercato globale, accogliesse la modifica di un microscopico errore di codifica di un link interno (neppure le stringhe di DNA son così rigide nell’interpretare e ‘aggiustare’ da sole errori di programmazione!).
Va bene, parliamo del testo.
Nel libro ho intrecciato tre dimensioni: la dinamica città-campagna ovvero artificiale-naturale, lo stato attuale della famiglia in Italia, la diffusione della cultura digitale, per ricostruire l’immagine attuale dell’infanzia e le sue condizioni reali, e confrontare le mie idee sull’educazione con questa realtà.
Dal mio ‘cucuzzolo’ ho osservato le famiglie cambiare, i bambini diventare sempre più rari e preziosi, sempre più ossessivamente protetti sotto il rassicurante e ricattatorio ombrello della scienza medica, in un generale clima di timore, se non di vera e propria paura, che al piccolo ‘cucciolo d’oro’ possa accadere qualcosa di male e di brutto. La letteratura scientifica, soprattutto in campo sociologico e psicologico, conferma la concretezza delle mie osservazioni; le statistiche gridano la più inquietante delle verità: la nostra è una società sempre più vecchia nella quale non nascono abbastanza bambini per poter rinnovare la popolazione; avremmo bisogno, dunque, di accogliere milioni di stranieri migranti per poter pareggiare il conto, più uno per invertire la tendenza da negativa a positiva.
I bambini sempre più rari e preziosi sono per lo più figli di genitori molto adulti, con poco senso pratico, molta paura e alcun senso dell’autorità; sono ‘bambini re’ ai quali i genitori offrono tutto quel che possono, non dicono quasi mai di no, garantiscono un controllo serrato sulla loro vita perché nulla ne turbi la crescita, protetta da ogni rischio di errore, fallimento, frustrazione. Il ‘bambino re’, nell’immaginario parentale, è un campione per natura e tale deve diventare.
I bambini sempre più rari e preziosi, nati e cresciuti in un mondo percepito via via più pericoloso a causa, soprattutto, dei rischi ambientali e dei conflitti militari diffusi a livello planetario, vengono il più possibile tenuti lontani da ogni rischio, fisico e psicologico ma, in questo modo, rischiano di più: di restare dipendenti, incapaci di essere autonomi, di affrontare, cioè, l’incertezza e l’errore, l’avventura e la frustrazione, elementi necessari di ogni crescita consapevole, di ogni esperienza portatrice di senso, di ogni apprendimento radicato nella passione.

FiglioDiMamma

SCEGLI E DISEGNA (i disegni originali sono di Mauro Panella)

“Vivere è un’avventura”, scrive Morin in uno dei suoi saggi più recenti, Imparare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione, ma perché ciò sia realmente possibile è fondamentale ripensare l’educazione in termini di libertà di movimento, Dewey direbbe ‘esterno’, fisico, materiale, e ‘interno’, del pensiero e della creatività.
La libertà di movimento ‘esterno’ è la condizione perché si sviluppi ricca e armoniosa la libertà di movimento ‘interno’. L’‘uni-dualità’ della condizione umana, unione indissolubile di dimensione organica- naturale e di dimensione artificiale-culturale, corrisponde alla dinamica della libertà ‘esterna’ e ‘interna’; di più, tale dinamica viene confermata scientificamente proprio da studi di ambito neuro-fisiologico come quelli di Damasio e delle équipes che hanno scoperto i ‘neuroni-specchio’ e le loro funzioni. Il corpo e il cervello costituiscono un sistema complesso e dinamico in costante azione reciproca; ogni azione motoria, anche la più semplice, costituisce al tempo stesso un’azione visiva e esplorativa dell’ambiente circostante. La conoscenza e la coscienza di sé e del mondo, dunque, passano dall’esperienza del corpo: tanto più questa è ricca, varia, interessata, appassionata, adattabile, curiosa, libera fuori, tanto più creativa e consapevole, appassionata e libera sarà dentro, nel pensiero e nelle idee della mente, frutto in movimento della dinamica tra corpo e cervello.
Tutto si muove a partire dal corpo-cervello: in questa prospettiva non ha più molto senso dare tutte le colpe alle tecnologie. I bambini lo sanno: che vivono sempre di più dentro casa, isolati gli uni dagli altri, spesso con la sola compagnia di strumenti digitali, compagni di ‘avventure’ vivaci e consolanti, finestre interessanti, specchi magici, per guardare sé e il mondo. Non ai ‘devices’ digitali dobbiamo dare la colpa di aver tolto il corpo ai bambini, ma a noi stessi. Siamo noi adulti a dover ritrovare il coraggio di ridare corpo alle nostre idee e azioni educative, magari scegliendo di praticare idee ‘scorrette’, fuori del coro, con sguardo obliquo per cogliere meglio le sfumature di un pensiero aperto e irriverente. Così, forse, saremo capaci di sviluppare una prospettiva diversa di buona educazione.
In estrema sintesi ecco qui il cammino percorso.

PadreHo raccontato la famiglia oggi nelle sue componenti fondamentali: un padre evanescente che tenta di rifarsi vivo qui e là in vari modi, a volte nuovi e interessanti; una madre ramificata e agguerrita, sempre troppo presente, anche in attuali modalità digitali; un figlio prezioso e raro, troppo protetto e vezzeggiato, quasi annichilito da tante cure.
Sempre sullo sfondo, nel nostro paese, il problema grave della troppo bassa natalità e varie configurazioni della famiglia tradizionale.

 

 

Madre Ho rovesciato la gerarchia educativa e ho messo il bambino a camminare a testa in giù a camminare sulle mani come Pippi Calzelunghe, all’indietro e liberamente: centro dell’esperienza non più la testa ma tutto il corpo di cui la testa è soltanto una parte, tra l’altro neppure la più importante, visto che, ci racconta Serres, ormai la portiamo a spasso con noi dentro i nostri apparecchi digitali.

 

 

Figlia

Ho ricostruito l’esperienza realizzata con bambini e ragazzi intorno a Sogno di una notte di mezza estate, d’estate nei nostri campeggi estivi a “Il Fienile di Orazio”, per mostrare quanto e come, anche soltanto in una settimana, si può costruire insieme a partire da una relazione educativa aperta, ironica, curiosa, prima di tutto e, soprattutto, fiduciosa e rispettosa.

 

Tutto questo a pochissimo, 2 euro e novantanove centesimi, in tutte le librerie virtuali in formato e-pub e kindle, oltre che qui.

Restiamo che, se vi piace e/o avete voglia di discutere liberamente, in rete e/o in qualunque luogo fisico, mi avvertite. Grazie.

Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

2 commenti su “Presentazione ufficiale di Dare corpo

  1. Adriano Ferro
    21 gennaio 2016

    Cara Ornella,

    ho letto il suo interessante post e ho visto che lei fa volentieri riferimenti a degli autori francesi più o meno autorevoli per me (ho qualche sostanziale differenza di vedute con Michel Serres).

    In quanto sofrologo et pioniere del numerico per imparare (in Francia) il suo “Dare corpo” non puo’ che intrigarmi.

    Le do’ il legame sulla mia conférenza (in francese, lo capisce ?) “A corps perdu”.
    https://mediaserver.univ-rennes1.fr/videos/?video=MEDIA130116095104553

    Cordialissimi saluti.

    Adriano (Adrien sur Google) Ferro

  2. Pingback: Come ho cucinato il libro | Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

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