Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Come leggere?

IreneLegge di Irene Miss-in-fabula *

Nel contesto relativamente recente si sente sempre più spesso parlare del confronto tra e-book e libri, cioè tra libri digitali e libri a stampa.
L’orizzonte più maturo e competente nel settore dello sviluppo digitale, sia tecnico che del consumo, è quello statunitense; i dati forniti dall’AAP (Association of American Publishers) rilevano che “l’utilizzo dell’e-book è molto diffuso ma, in qualche modo, si bilancia con la ripresa delle librerie date per spacciate con l’arrivo di Amazon e tornate a nuova vitalità: sono 2227 nel 2015, erano 1660 cinque anni fa”.
In questo contesto l’Italia ha una situazione diversa, legata alla ridotta attività di lettura che già precedentemente era bassa. Studi recenti dell’AIE (Associazione Italiana Editori), permettono di sapere che: i lettori di e-book nel 2014 sono 5 milioni (l’8,7% dei lettori di libri). Nel 2011 erano 1,1milioni e nel 2013 1,9 milioni. Nel 2014 la crescita è stata per la prima volta modesta (appena un +1%), ma nella fascia giovane della popolazione (15-44enni) questo modo di leggere è significativamente superiore alla media nazionale.
Quando si parla di libro si intende un rettangolo più o meno spesso di carta e che ha un rivestimento più o meno rigido chiamato: copertina.
Questo manufatto è di grandissima importanza, ed è oggetto di molte riflessioni e discussioni, come detto sopra, nelle quali si analizzano i suoi aspetti positivi e negativi. Lo stesso avviene per un altro oggetto: l’e-book. Non si riesce ancora bene a definirlo, perché c’è chi dice che è un libro, chi un testo, chi non lo definisce perché è totalmente contro.
Partendo dal presupposto che se un autore scrive un libro o di carta o su una piattaforma tecnologica il contenuto non cambia, perché ci sono così tanti dissidi? Sia il libro cartaceo che l’e-book hanno dei vantaggi e delle caratteristiche tra di loro molto diversi, ma di uguale importanza.
Il primo ha, per prima cosa, un fascino inuguagliabile. Le persone che sono più propense a leggere (escludendo il tema dello studio) sulla carta che su uno schermo vedono il libro come se fosse la personificazione della storia che li ha colpiti, la quale può essere toccata con mano, può essere sfogliata sentendone il rumore, può essere annusata (alla maggior parte dei lettori piace il profumo del libro, nuovo o vecchio), può quindi essere vissuta più fisicamente.
Un’altra caratteristica del libro, trasmessa da generazioni, è che quando si legge dalle pagine sembra esca come magia, che avvolge il lettore e lo fa entrare nella storia e nei personaggi, qualunque libro sia, cioè dai libri di avventura a quelli storici ai gialli.
Un’altra importante caratteristica è quella del modo di consultazione e di acquisto (escludendo l’acquisto su Internet): è bellissimo entrare in una libreria o in una biblioteca, essere circondati da libri e vedere solo quelli, prendere uno da cui si è ispirati o dalla copertina o dal titolo o preso a caso, sedersi in disparte e iniziare a leggerlo lentamente, e studiare tutti i dettagli per capire se è o no il caso di comprarlo o di leggerlo tutto.
Queste sono le principali caratteristiche attribuite al libro di carta.
I vantaggi di questo riguardano l’utilizzo; il libro, se nessuno ne fa una nuova edizione, ha un contenuto stabile che racchiude una conoscenza in formato pagina, che si può ritrovare sempre identica; è definibile come un elemento di circolazione.fight
Partendo dal tema della circolazione, strumento di forte accelerazione è l’e-book: grazie ad esso, infatti, moltissimi piccoli autori possono pubblicare in digitale e far circolare la loro opera che magari non sarebbe stata accettata, così come era, dagli editori, come Roberto Maragliano ha scritto: “Poi sempre Streetlib ti garantisce la distribuzione gratuita e automatica del titolo in tutte le librerie digitali del mondo (di modo che anche il tuo cugino australiano può comprarlo subito). Del resto è questa la ragione originaria dell’impresa di Tombolini, che è di distribuzione. Ma non è quello che ho appena detto l’aspetto che ho trovato più interessante e avvincente in tale esperienza. Piuttosto è quanto l’editore classico tende a non fare più, oggi. A meno che tu autore non ti chiami Baricco o Saviano. Cioè la promozione. Se entri in questo mondo del self publishing, te l’assicuro, imparerai tanto dell’editoria, e dei suoi problemi. E, nel caso tu come insegnante voglia far fare questa esperienza ai tuoi studenti siine certo: sarà una cosa elettrizzante. Nessun libro si muove da solo e da solo arriva all’acquirente. Si muove se c’è qualcuno che lo mette in movimento. Il libro digitale per muoversi ha bisogno del mondo digitale, della rete”.
L’e-book è un metodo talmente ampio di diffusione che, con i suoi prezzi bassi, come è espresso da AIE: “Calano i prezzi di copertina, sia dei libri di carta (-6,4%) che degli e-book (- 6,1%).” È molto più accessibile a tutti, sempre come dice l’AIE: “c’è da una parte la volontà delle case editrici di sostenere la lettura in un contesto economico di minor disponibilità delle famiglie alla spesa, comprimendo i margini ma cercando al tempo stesso di recuperare efficienza (e quindi costi) nei processi produttivi e distributivi. Dall’altro di lavorare attraverso la leva del prezzo nella creazione di un mercato digitale (quello dell’e-book) moderno ed efficiente”.
Questo  metodo di lettura permette di accedere a libri che in una libreria forse non si troverebbero, e così aiutano il lettore a trovare più libri a basso prezzo e di tutti i tipi, che gli danno la possibilità di aumentare la lettura.
Una caratteristica dell’e-book è quella di poter analizzare e studiare con molta facilità, perché se serve di ritrovare una parola o un concetto tra mille pagine di libro, si può usare la funzione ‘cerca’ che in pochissimo fornisce la risposta, oppure si può intervenire su un testo facendo note che su un libro di carta si dovrebbero attaccare.
Certo, se si utilizza un e-reader nessuno può dire: ‘stai sempre con il naso tra i libri’ (battuta facile) perché non può essere piegato, non si sente il rumore delle pagine, non può essere strappato e nemmeno annusato, però non si deve criticare per questo, perché leggere è sempre leggere, ovunque.
Riprendendo il concetto esposto nell’introduzione: del contenuto che o su carta o digitale non cambia, rimane la questione del: quale è meglio?
Non c’è un meglio o un peggio, il libro di carta non deve e non può essere abbandonato, perché porta con sé non solo la storia scritta, ma anche quella temporale; al contempo l’e-book non può essere condannato perché dà una possibilità a tutti di essere letti e di leggere.IreneDante
Ci sono dei testi che letti in digitale perdono, forse, parte del loro fascino come, per esempio, i Promessi Sposi, la Divina Commedia, o i romanzi di Calvino ma anche Harry Potter  perde la sua magia, perché sono nati da una penna, un pennino, una penna d’oca, e anche se nelle edizioni attuali non si vedono le macchie d’inchiostro, in qualche modo sulla carta viene trasmessa la storia da cui è nata una storia. Questo potrebbe valere per tutti i libri che sono stati scritti a mano, forse sì, ma anche un autore sconosciuto può aver scritto a mano la sua storia sconosciuta, ma grazie all’e-book è diventata meno sconosciuta; quindi sarebbe bello utilizzare entrambi.
Spetta ad ogni lettore scegliere come immergersi nelle ‘pagine’ del libro che gli cambierà la vita o i voti di scuola.
La cosa più importante è quella di riuscire a diffondere il più possibile l’amore per la lettura nel nostro Paese.

* Questo post corrisponde a un saggio breve che Irene aveva tra la mole di compiti per le vacanze di Natale 2015: riguardava il confronto tra libro stampato e libro digitale; il frutto che leggete è maturato in lei dopo una feroce discussione che, senza togliere a lei il diritto di scrivere e consultare i documenti che vuole, considera come valide anche le posizioni come le nostre, come le mie. Le considerazioni di Maragliano a proposito della politica editoriale di Streetlib, la piattaforma sulla quale ho pubblicato il mio libro digitale Dare corpo, sono del tutto condivisibili, ma forse anche le mie annotazioni inquiete qui, sul blog, sul desiderio, piacere, di pubblicare un libro stampato.
Irene ha accettato con piacere (e un pizzico di orgoglio) la proposta di pubblicare qui il suo testo (Ornella Martini).

Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

Un commento su “Come leggere?

  1. Pingback: Come leggere? | Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)

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