Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Io e il Topo

Yuk_Andrea

Tutto è iniziato, anzi ricominciato nella primavera del 2013. Ero incuriosito nel provare a leggere nuovamente le storie di topi e paperi pubblicate su Topolino. Questa curiosità nasceva da un regalo, ricevuto tempo prima, di uno splendido volume dedicato a Giorgio Cavazzano, un mito del fumetto italiano e un pilastro delle storie Disney. Il libro raccoglieva alcune delle tantissime storie disegnate dall’autore veneziano, leggendole avevo vissuto come una sorta di flashback. In mente sono riemersi ricordi e sensazioni di quando, da bambino, sfogliavo le pagine del mio fumetto preferito. Topolino è stato per me, come per tanti altri, il battesimo con il mondo dei fumetti; non solo, su quelle storie ho iniziato a leggere e a formarmi come lettore. Mi ricordo che il mercoledì era tappa fissa dal giornalaio e che dovevo centellinare le storie se non volevo restare a corto per il resto della settimana. Non avendo grande voglia di imparare a leggere con i libri o le cose di scuola, Topolino mi ha praticamente fornito gli strumenti utili per muovere i primi passi nel mondo della lettura. Insomma, al topo devo molto.

La parodia del romanzo Sulla strada di Jack Kerouac scritta da Fausto Vitaliano e illustrata da Paolo Mottura.

La parodia del romanzo Sulla strada di Jack Kerouac scritta da Fausto Vitaliano e illustrata da Paolo Mottura.

Così, sono tornato dal giornalaio a chiedere una copia di Topolino, sfogliandolo si è accesa nuovamente una lampadina. I tanti anni che mi avevano diviso da quelle letture – mettici l’adolescenza che per me, in quanto fumettaro, era tutto manga e supereroi che se le danno di santa ragione e poi la post-adolescenza che è stata la scoperta di altre storie e altrettanti autori fino a quel momento mai considerati – mi avevano lasciato qualche riserva sul settimanale. Prima di tutto la semplicità. Non bazzicando più per le vie di Paperopoli o Topolinia, avevo in qualche modo catalogato quelle storie come semplici, fin troppo semplici per quello che mi interessava. A seguire una certa convinzione che lì, tra le pagine del settimanale, avrei trovato esclusivamente temi leggeri. Erano dei pregiudizi, peraltro anche abbastanza goffi.

Una vignetta della divertentissima serie Pippo Reporter, ambientata nell'America degli anni '20. Scritta da Teresa Radice e disegnata da Stefano Turconi.

Una vignetta della divertentissima serie Pippo Reporter, ambientata nell’America degli anni ’20. Scritta da Teresa Radice e disegnata da Stefano Turconi.

Da quella primavera del 2013 non ho più perso un appuntamento con il topo. Oggi mostro con una certa fierezza il blocchetto giallo di volumi che fa capolino nella libreria di casa. Perché ho ripreso con costanza a leggerlo? Innanzitutto ho scoperto una qualità delle storie sorprendente. Certo, in così tanti numeri l’anno c’è quella che può piacere meno, ma è difficile non incontrare ogni settimana la storia spassosa, quella profonda o quella ricca di suggestioni. Con occhio adulto ti rendi conto del gran lavoro di sceneggiatori e disegnatori nell’offrire su ogni numero tutto questo. Insomma, c’è tanta qualità su Topolino, artistica ed editoriale. Tempo fa su queste pagine ho raccontato la bella serie dedicata alla piccola Clarabella, ma c’è molto, molto altro. Ogni settimana ci si immerge in storie per tutti i gusti. Quei personaggi classici, entrati profondamente nel nostro immaginario, sono sempre loro e sono sempre nuovi. È un’alchimia preziosa e sorprendente tra lettore e storie che si rinnova ogni settimana.

La parodia di Dyaln Dog raccontata sulle pagine di Topolino. A sceneggiarla Tito Faraci da un soggetto di Roberto Recchioni. I disegni sono di Paolo Mottura.

La parodia di Dyaln Dog raccontata sulle pagine di Topolino. A sceneggiarla Tito Faraci da un soggetto di Roberto Recchioni. I disegni sono di Paolo Mottura.

Infine c’è un intenso lavoro redazionale, uno sforzo notevole nel rendere Topolino non solo una raccolta settimanale di storie a fumetti, bensì una comunità di lettori attiva e partecipe. Sono interessantissime le iniziative dedicate ai più piccoli. Dal progetto Toporeporter, dove sono i bambini a raccontare eventi o ad intervistare personaggi sulle pagine di Topolino (qui un video dedicato alla scoperta del Polo Sud), all’incontro con le scuole grazie ai Topolab (qui un bel racconto della giornata creativa della classe IV° D dell’ICS La Giustiniana, a Roma) passando per le iniziative dedicate alla creatività in spazi come la Pinacoteca di Brera. Queste attività mi sembrano il proseguimento naturale di tutto quello che è Topolino: un invito costante a immergersi nelle storie, al valore della lettura e al divertimento come ingrediente fondamentale per conoscere. Per chi si occupa di apprendimento e educazione, meriterebbero di essere approfondite queste dinamiche di costruzione di una community come quelle messe in atto dalla redazione di Topolino, soprattutto se tale community è composta principalmente (ma non solo) da bambini e preadolescenti. La scrittura adottata, i temi sviluppati, le iniziative proposte sono pratiche molto interessanti, ricche di spunti di riflessione utili.

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Una foto del TopoLab di Brera, dal sito topolino.it

Non lo nascondo, a volte mi capita di incrociare lo sguardo perplesso quando dico che leggo Topolino. Non è così ricorrente e niente di esplicito, è possibile percepire però una punta di imbarazzo o di sarcasmo, a seconda dell’interlocutore (“ancora con Topolino?” o “ma leggi solo Topolino?!”). Probabilmente tale reazione è mossa da quei pregiudizi, ancora duri da scalfire, che avevo nel tempo maturato anche io prima di tornare a curiosare tra quelle pagine. Basterebbe, come per il sottoscritto, un’esperienza diretta di lettura del settimanale per far fuori non dico tutti, ma buona parte di quei pregiudizi. E godersi la lettura.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Un commento su “Io e il Topo

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Questa voce è stata pubblicata il 17 novembre 2015 da in Yuk con tag , , , , , , , , .

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