Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Recensioni dei libri sui “nuovi media”

di Mario Pireddu

Capita spesso che le recensioni dei testi sui cosiddetti “nuovi media”, peraltro ormai non più così nuovi, siano identiche a se stesse nel tempo (come a volte gli stessi libri che recensiscono). Schiere di interpreti del mondo che nel cambiamento riescono a vedere soltanto la parte negativa, quando non la dissoluzione di ogni valore o la disumanizzazione totale (qualunque cosa significhi). E spesso con le stesse parole, le stesse argomentazioni, la stessa morale di fondo, superando persino gli autori recensiti, che non di rado utilizzano invece chiavi di lettura meno schematiche.

Mi soffermo su due recensioni pubblicate di recente, la prima sul New York Times a firma di Jonathan Franzen e dedicata all’ultimo libro di Sherry Turkle, Reclaiming Conversation (Penguin). La seconda su alfabeta2 a firma di Lelio Demichelis e dedicata all’ultimo libro di Eugenio Borgna, Parlarsi (Einaudi).

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Un breve campionario dei termini che ritornano nell’articolo di Franzen: sottomissione, schiavi, atrofizzazione, rischio, erosione, compulsività, tirannia, vuotezza, incanti, capitalismo, perdita di valori, etc. La posizione di Franzen resta coerente da tempo (lui era quello de “gli ebook conducono alla perdita dei nostri valori“). Franzen riprende poi convintamente il “rimuovere la tentazione” citato nel testo della Turkle, che almeno per come lo utilizza lui sa molto di moralistico, e rifiuta le pur deboli proposte attive della Turkle. Insomma, per quanto intellettualistico, il discorso di Franzen si rivela la solita idealizzazione del faccia a faccia, della “vita vera” e del legame “autentico”: dal vivo è sempre meglio, “slow” è meglio, disconnessi è meglio, la lontananza dalla rete è terapeutica, etc. (che dunque è anche da leggersi come: con la tecnologia è peggio, con la rete è peggio, queste cose alla lunga fanno male e il bene è da ritrovare nel passato meno tecnologizzato).

borgna_parlarsiLa recensione di Lelio Demichelis al libro di Borgna, invece, è utilissima in quanto perfetta summa di tanti discorsi ricorrenti sui media sin dalla nascita del romanzo, della diffusione del cinema, della radio, della televisione e dei videogame. Un testo che è un campionario di slogan sempreverdi: “tutti twittano, tutti scrivono, ma nessuno dice niente e nessuno ascolta”. Il “rumore di fondo” nell’assenza di “vera riflessione interiore” e “vera comunicazione” (cosa sia vera comunicazione immaginiamo debba appurarlo un comitato di esperti…). Con le stesse frasi a effetto che circolano sin dall’avvento degli sms: “schermo che non vede nulla e nulla ci fa vedere”, “monologhi che negano ogni vero discorso”, “siamo ciechi e siamo sordi”, “il vocabolario si è ristretto a 140 caratteri”. Che importa poi se la realtà è diversa, se la gente scrive e scrive tantissimo, mai come oggi (su blog, forum, facebook etc, ben più di 140 caratteri…). È più facile prendere Twitter come parte per il tutto, in questo modo poi le frasi a effetto riescono meglio (confondendo il limite di caratteri relativo ai tweet con il “vocabolario” delle persone, ma non sottilizziamo…).

Nel tempo abbiamo letto le stesse identiche cose – letteralmente le stesse identiche cose con le stesse parole, tanto che i termini “tv”, “videogame”, “forum” o “social network” appaiono quasi intercambiabili – a proposito della tv, dei videogame e di tanti altri “nuovi” media. Al centro dei discorsi l’artificialità, la deriva, la distanza dalla “realtà” vera, la immancabile “dissoluzione dei valori”, etc. Dove andremo a finire, signora mia!

Il bello è che se la “critica” è questa, ci vuole un attimo a beccarsi l’epiteto di “entusiasta” anche soltanto facendo notare che la realtà è più complessa e sfugge a categorizzazioni così nette (e spesso viziate da rimpianto o da ideologie dell’autenticità).

Informazioni su mariopireddu

Ricercatore per il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, mi occupo di studio, pratica e ricerca su media e formazione. Membro del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive (LTA) dal 2006. Insegno "Mass media, nuovi media e società delle reti" presso l'Università IULM di Milano. Amo il basso elettrico e cucinare. Linux user

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Questa voce è stata pubblicata il 12 ottobre 2015 da in Uncategorized con tag , , , , , , .

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