Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

La virtù dell’ignoranza

Ignoranti di Ornella Martini
Tutti i giorni ascolto Radio 2, Radio 3, Radio 24; la serendipità radiofonica mi offre tantissime occasioni per raccogliere informazioni interessanti e altrettante cose da imparare. Ecco come ho saputo del caso Davodeau e del suo Les ignorants, tradotto e pubblicato in Italia da Porthos come Gli ignoranti. Vino e libri: diario di una reciproca educazione.
In Francia è un caso editoriale, più di 100.000 copie vendute, rilevante certo, ma non così sorprendente in un paese che considera il fumetto una dimensione normale del raccontare, del tutto alla pari con le altre forme della narrazione. In Francia, come in Belgio, lo abbiamo scritto più volte e il nostro Andrea P. non si stanca di ribadirlo, il fumetto è un’arte normale, con tutta la sua ricchezza, stranezza, varietà.

La particolarità della storia narrata da Étienne Davodeau, che la critica specializzata ci dice essere un disegnatore-autore importante, è che racconta, in bianco e nero, in 268 pagine, il suo apprendistato enologico. Vicino di casa di Richard Leroy, viticoltore biodinamico, nel suo campo altrettanto conosciuto, scopertosi completamente ignorante dell’arte praticata dall’amico, e questo riconosciutosi del tutto ignorante dell’arte di raccontare storie a fumetti, gli ha proposto di lavorare per un anno nella vigna, chiedendo in cambio di poter disegnare e scrivere quella esperienza. Ecco qua.

ignoranti_3Il riconoscimento trasparente e sincero dell’ignoranza reciproca, di socratica derivazione, ha permesso a entrambi d’immergersi in una diretta, coinvolgente, profonda esperienza di apprendimento, al di là di timori reverenziali nei confronti del sapere e della competenza dell’altro. L’ignoranza umile e sincera, colorata da una vena ironica e auto-ironica costante, è una virtù straordinaria per promuovere il desiderio d’imparare con chi sa perché fa. “L’ignoranza è, in questo senso, concettualmente e indissolubilmente legata alla conoscenza“. L’atteggiamento modesto e rispettoso verso chi sa che ne deriva allarga sul mondo uno sguardo puro, non intaccato dal pregiudizio né dalla reverenza nei confronti di ciò che, a detta dei più, è necessario e conveniente riconoscere come eccellente, vero, indiscutibile. Al disegnatore è capitato così di giudicare mediocre un vino propostogli dall’altro come test, considerato “grande”, al viticultore di giudicare noioso un fumetto di un autore considerato “grande”. Ciascuno dei due, nella propria ignoranza che si andava facendo esperienza, costruiva il suo sapere e il suo giudizio su questa, piuttosto che sui giudizi e sul sapere degli esperti teorici (che anche la pratica conoscono in teoria). L’ignoranza, paradossalmente in questo caso, li ha resi liberi.

ignoranti_2“Paradossalmente l’ignoranza è strumento di conoscenza e libertà.  Perché, sostengono Davodeau e Leroy, l’ignoranza ci fa sapere che c’è sempre altro, oltre a quanto ci viene spacciato dagli strumenti della conoscenza di massa, da sapere ogni volta che proviamo a conoscere. Quando mi verso del vino o quando sfoglio un fumetto non devo preoccuparmi di ciò che so dell’oggetto che mi sto appropinquando a conoscere. Devo prendermi, in quanto soggetto, e ignorante, il mio margine di attività sull’oggetto. Per dirla come il Kant della terza critica, devo districarmi tra il libero accordo della mia sensibilità e della mia concettualità, controllando il loro reciproco sopravanzarsi. Costruire schemi assolutamente liberi tra immaginazione e intelletto, tra il fare e il teorizzare“.

Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

Un commento su “La virtù dell’ignoranza

  1. matteo gallello
    1 giugno 2015

    Gentile Ornella,

    vorrei ringraziarla a nome della redazione di Porthos per la lettura e per quel che ha scritto su Gli ignoranti.
    Ci ritroviamo a pieno con il suo pensiero.

    Un saluto cordiale,

    Matteo Gallello

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Questa voce è stata pubblicata il 12 maggio 2015 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .

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