Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Reduci

di Roberto Maragliano

Beh, cosa c’è di male? Si può “da pedagogista” (per quanto per caso, per quanto pentito) essere d’accordo con Giorgio Israel e il suo atto d’accusa proprio nei confronti della pedagogia accademica, colpevole di essersi eclissata dietro una non meglio definita scientificità (viatico per ogni istanza deteministica di accademica provenienza psicologica e sociologica ed economica) e aver così abbandonato ogni tipo di presa sul tema dei “contenuti dell’insegnamento” scolastico? Sì, non ci vedo contraddizione. Piuttosto vedo, oggi, una macroscopica, quasi invincibile resistenza al dialogo, in ambito universitario, tra disciplinaristi e “altri” (quelli che evidentemente non sono intesi come portatori di disciplina). E penso che lì, su questa non comunicazione, ci sia il precipitato di tutta una storia, dentro la quale ognuno, nessuno escluso, ci ha messo qualcosa di suo, di solito il peggio. Magari dipendesse solo dagli antichi steccati, gentiliani e no!

Ora saremmo al punto di produrre solo fumo, nient’altro. Ma, Giorgio, c’eravamo già un vent’anni fa, quando editori, accademici, sindacati e associazioni professionali, unita ebrezza, tutto fecero fuorché accettare la proposta di avviare un pubblico ripensamento, appunto, attorno ai contenuti dell’insegnamento scolastico. Qui da noi come in Francia. E sì che là a smuovere le acque c’era uno come Edgar Morin, evidentemente considerato buono solo per affascinanti conferenze e saggi, non per indicare cose da fare.

Magari fosse colpa dei pedagogisti. Quelli, tutto sommato, hanno contato e tuttora contano poco, basta vedere la riserva in cui si sono fatti rinchiudere e essi stessi hanno saputo chiudersi. La colpa, piuttosto, è di tanti. Di tutta una generazione (accademica e non solo) che era partita con l’idea di cambiare il mondo e s’è accontentata di cambiare qualche inutile etichetta. Una generazione che non ha saputo, non ha voluto fare i conti con una società che cambiava e una scuola che, loro distratti a celebrarne i fasti, stava diventando di massa e dunque chiedeva ben altro pensiero, ben altra azione.

Ora, reduci di una guerra persa, di cui altri stanno pagando le conseguenze, vediamo almeno di confrontarci sul perché e il percome le cose, a scuola e in università, sono andate e stanno andando così.

Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 marzo 2015 da in Uncategorized con tag , , , , , .

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