Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

I forzati del libro. E della scuola

di Roberto Maragliano

Provo a mettere il naso sulle discussioni in corso, almeno per come sono raccontate sul web. Per esempio l’iniziativa “Leggere per forza: i libri su cui studiare”, della Fondazione Feltrinelli, di cui si parla qui.

Capisco le ragioni di tutti. Ma non sono tali, quelle ragioni, da convincermi.

carceratoA parer mio ciò che fa difetto, nella fase attuale di confronto su tutta questa faccenda, è la consapevolezza di come l’infrastruttura digitale e di rete stia ponendo in discussione la forma stessa che fin qui ha avuto lo studio, e dunque quell’insieme di caratteristiche di controllo, chiusura, verifica, individualismo, fisicità ecc.  che sono inscritte nell’inconscio e nelle radici storiche del nostro essere utenti di libri stampati, come docenti e studenti.

A parer mio tanti discorsi attuali sul destino del libro scolastico fanno difficoltà ad accettare la messa in discussione di quegli assunti di disciplina e organizzazione stabile del sapere che sono il presupposto e nello stesso tempo la conseguenza dell’egemonia, anzi dell’esclusività che per una lunga tratta (parlo di secoli, non di anni) ha avuto l’infrastruttura tipografica. Il fatto che questa infrastruttura abbia perso l’esclusività è inteso come un lutto da parte di tanti costretti oggi ad interrogarsi sui destini di quell’egemonia. Invece, io credo, potrebbe essere, questa che la cronaca (per non scomodare la storia) ci dà, un’occasione unica per pensare, ripensare, pensarci lì dentro: dentro, appunto, ad un così importante passaggio.

Mai come ora ci è stata offerta una condizione così favorevole per guardare contemporaneamente al passato, al presente, al futuro.
Del libro, direte?
No, rispondo: della scuola. Per non dire dell’università.

Di tutto questo stiamo ragionando, con Ornella Martini, nelle lezioni in aula e in rete, a partire da due saggi tanto preziosi quanto negletti (almeno qui, nel nostro orticello), come quelli di cui riproduco sotto le copertine

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Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

2 commenti su “I forzati del libro. E della scuola

  1. Marco Pedrelli
    19 marzo 2015

    a proposito di “ripensare la scuola” (sono molto d’accordo che si debba ricominciare a fare, come dimostra il fatto che, avendo smesso di farlo – noi insegnanti intendo – alla fine ci abbia pensato qualcun’altro…) vorrei sottolineare l’importanza di un altro tema decisivo, quello dell’organizzazione scolastica (e dell’organizzazione in generale). Rileggere e ridiscutere, ad esempio, qualche libro di Piero Romei, come “Guarire dal mal di scuola” oppure “L’organizzazione come trama”. Senza una visione organizzativa adeguata temo che il cambiamento faticherà ancora di più a manifestarsi

  2. soudaz
    21 marzo 2015

    L’ha ribloggato su Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)e ha commentato:
    Libro

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Questa voce è stata pubblicata il 19 marzo 2015 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , .

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