Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Parole che salvano

coverdi Elisabetta Fattori e Ornella Martini
“Ella è sospesa dal lavoro”. Una semplice frase composta soltanto da 5 parole, presente nel telegramma inviato dall’azienda in cui si lavora, potrebbe portare alla perdita dell’identità professionale.

In questa situazione buia è necessario soffermare l’attenzione sul disagio legato alla mancanza del senso di fiducia in se stessi. In un periodo di grande crisi economica la perdita del lavoro è, purtroppo, un evento che coinvolge molte persone, e il passo verso la perdita dell’autostima è breve.

I Social Network, come Facebook, possono essere considerati una nuova agorà, dove è possibile esprimere il proprio vissuto relativo alla perdita del lavoro, e anche ascoltare situazioni simili alle proprie. Soprattutto, è importante condividere la propria reazione alla difficoltà lavorativa, in modo da costruire insieme agli altri una nuova identità in ambito professionale, fatta di testimonianze, le proprie, e di commenti, quelli di un pubblico virtuale e reale.

Nello scrivere e nel leggere con le altre persone riguardo a questa situazione inimmaginabile, si trova la forza di restituire un senso positivo all’inatteso.

Il raccontare di sé agli altri fa porre l’attenzione su di sé in modo molto intimo. La scrittura in rete non è composta solo da parole, ma anche da immagini e da suoni, e la ricerca di legame tra quanto si vuole comunicare e i diversi codici usati per esprimerlo porta a sviluppare un’analisi più profonda del proprio sé.

Nel condividere in rete il senso di fallimento, compreso da quelle persone che, direttamente o indirettamente, hanno vissuto una situazione fuori dell’ordinario, si percepisce una sensazione di serenità interiore, da non confondere con una forma di rassegnazione, anche perché la precarietà del lavoro è sempre incombente. Oltretutto può rendere consapevoli di avere le capacità di affrontare le bizzarrie della vita e di trovare un’alternativa agli imprevisti.

Con queste parole Elisabetta Fattori presenta il suo e-book fresco di auto-pubblicazione.
È il frutto maturo della sua tesi di laurea in Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento nel corso di laurea in Formazione e sviluppo delle risorse umane.
Quel lavoro interessante e ben scritto meritava molto di più del poco tempo che sedute di laurea troppo veloci e distratte potevano offrire.
È una riflessione che affronta un tema duro come la perdita dell’autostima seguita a quella del lavoro, il senso di frustrazione che disperde ed umilia la motivazione, la confusione nuova tra bisogni primari e secondari; al tempo stesso, però, è una riflessione sulla scrittura come risorsa per il recupero del senso di sé, del valore del proprio vissuto, della condivisione con altri dei propri problemi e del desiderio di affrontarli per uscirne.
È un discorso importante sul valore della condivisione e, dunque, sulla possibilità di usare la comunicazione di rete come risorsa; da questo la scelta di aprire il proprio profilo su Facebook e di usarlo, allo stesso tempo, come diario della crisi e come laboratorio della tesi; in entrambi i casi l’obiettivo era il medesimo: salvarsi scrivendo.
Di più: è un’ipotesi di lavoro nel campo della formazione e dell’educazione degli adulti, legata agli strumenti per il Bilancio delle Competenze: l’idea era quella di inserire tra questi il profilo Facebook compreso di immagini, come auto-narrazione, finalizzata anche alla ricostruzione del proprio profilo professionale.

Elisabetta ce l’ha fatta comunque ed era giusto e utile che lo raccontasse a tutti, a tanti, sperando che alcuni di coloro che stanno vivendo la stessa crisi possano trovare nel suo percorso risorse per affrontare il proprio.
Da parte mia, la ringrazio di aver contribuito a dare senso anche al mio.

Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

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