Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Educazione (ed editoria) di tradizione

di Roberto Maragliano

“L’idea che certi oggetti di studio e certi metodi e che la conoscenza di certi fatti e di certe verità posseggono valore educativo in sé e per sé è la ragione per cui l’educazione tradizionale riduce in gran parte il materiale dell’educazione a una dieta di materiali predigeriti. Sulla base di questa idea, si crede che basti regolare la quantità e la difficoltà del materiale offerto secondo un piano di gradualità quantitativa, di mese in mese e di anno in anno. Si suppone che l’alunno lo prenda in base alle dosi prescritte dall’esterno. Se egli si rifiuta di prenderlo, se diserta fisicamente la scuola, se la diserta mentalmente con il fantasticare e finalmente mostra un senso di ripugnanza per l’argomento di studio, lo si imputa a una sua colpa. Nessuno si chiede se l’inconveniente non risalga alla materia offerta e al modo in viene offerta. Il principio dell’interazione ci fa intendere che il mancato adattamento del materiali ai bisogni e alle attitudini degli individui può provocare un’esperienza non educativa quanto il mancato adattamento di un individuo al materiale”.

esperienza nuova italia

esperienza cortinaCosì John Dewey in Experience and Education, del 1938. Ripeto: millenovecentotrentotto, esattamente settantasei anni fa. Lo confesso. Nel brano che avete appena letto ho messo al presente i verbi che nell’originale sono al passato, a ribadirne l’attualità. Sarà perché invece che avanti siamo andati indietro, su questi temi? Sarà perché si è spenta, almeno da noi, ogni istanza di educazione progressiva? Sarà  perché fra tanti buoni propositi si è persa di vista la questione dei limiti e dei vizi dell’educazione tradizionale? Fate un po’ voi.

Per parte mia sono contento che Raffaello Cortina Editore abbia riesumato la versione italiana di Esperienza e educazione dal sonno cui l’ha condannato il delittuoso oscuramento del catalogo pedagogico (e filosofico) de La Nuova Italia. Poi, per chi apprezza queste cose, chiarisco che il frammento l’ho preso e minimamente modificato dalle pagine 33 e 34.

Comunque dispiacciono, in tutto ciò, due cose, che vanno  a proiettare una qualche ombra su un’operazione peraltro meritoria.

1. Non è stata prevista un’edizione digitale del testo. Se ci fosse, per mal che vada invoglierebbe all’acquisto i reduci che ancora custodiscono la copia vintage. Individui che, c’è da giurarci, appartengono alla categoria dei “lettori forti”, mentre gli altri certamente quella copia l’hanno messa a disposizione delle bancarelle, pure di quelle digitali: prova ne sia che su eBay il vecchio libro sia pure acciaccato c’è.

2. La cura del testo nella nuova edizione è stata condotta con una certa frettolosità. Un solo esempio. A  p. 70 leggo: “Da un lato ci saranno i reazionari che protesteranno che il principale se non l’unico compito dell’educazione è di trasmettere il patrimonio, secondo i quali dovremmo ignorare il passato e preoccuparci unicamente del presente e del futuro”. Trasecolo (e, sono sicuro, lo farebbe pure Paola Mastrocola). Poi vado all’originale:”On the one hand, there win be reactionaries that claim that the main, if not the sole, business of education is transmission of the cultural heritage. On the other hand, there will be those who hold that we should ignore the past and deal only with the present and future”. E capisco. Una riga è saltata.

Torno dunque al punto 1. Se si trattasse di un libro digitale l’editore potrebbe intervenire in quattro e quattr’otto e permettere anche a chi l’abbia già acquistato di scaricarne una copia corretta. Con la profumata carta, invece, vi tenete (e mi tengo) la copia scorretta.

Vuoi mettere?

Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

Un commento su “Educazione (ed editoria) di tradizione

  1. clargher
    28 ottobre 2014

    L’edizione digitale c’è in inglese..

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Questa voce è stata pubblicata il 28 ottobre 2014 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .

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