Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

“Italy in a Day” Effects

Before

Before

di Ornella Martini
Presentato alla 71° Mostra del cinema di Venezia con grande risalto, caldissima e commossa accoglienza; proiettato il 23 settembre 2014 nelle sale come occasione speciale; trasmesso in anteprima il 27 settembre su Rai Tre, Italy a day, “il primo film girato dagli italiani” è certamente un importante esperimento “di cinema collettivo. Un film documentario per raccontare un giorno nella vita degli italiani”.
Versione italiana dell’esperimento Life in a day, prodotto da Ridley Scott nel 2010 (“80.000 clip, 4.500 ore di girato da 197 Paesi in tutto il mondo. Il risultato epico è la storia di un singolo giorno sulla Terra, in poco più di un’ora e mezza di cinema”, si legge sulla pagina web del film), Italy in a Day racconta la vita degli italiani filmata il 26 ottobre 2013. Come per il precedente americano, anche in questo caso si è avuto un successo straordinario di partecipazione: più di 44.000 video inviati, selezionati in 50, questi a loro volta scelti a frammenti e montati per un film di 75 minuti complessivi. Chiunque, quel giorno, poteva girare un video armato di videocamera o di telefonino, inviarlo e sperare di essere selezionato per il montaggio del film. Insomma, una grande e bella idea, estremamente promettente.

During

During

Ora, io e la mia famiglia, oltre che da svariati cani e gatti (e molti altri animali), è composta da mio marito e mia figlia attualmente di 15 anni. La sera di sabato 27 settembre ci siamo sorbiti Fazio e il suo ormai insopportabile stucchevole buonismo di Che tempo che fa per non rischiare di perdere neanche un minuto del film, perché eravamo interessatissimi e coinvolti, pur non avendo partecipato attivamente. Eravamo molto “interessatissimi e coinvolti” all’inizio, soltanto interessati dopo un quarto d’ora, annoiati per tutto il resto, noi due grandi perché Irene era stramazzata addormentata sulla seggiola in cucina. Soltanto la forza di volontà ci ha fatto arrivare fino alla fine, eppure c’erano tante piccole cose belle, vere, idee di montaggio suggestive, tanti temi sollevati, un’infinità di piccole storie importanti. La noia, però, purtroppo, ha avuto la meglio su tutto il resto, merito anche, si fa per dire, di una colonna sonora insostenibile (per essere una colonna suona un po’ paradossale); a proposito di quest’ultima leggo che esiste su Facebook anche la sua pagina ufficiale: ne dobbiamo la realizzazione ai Deproducers, eccoli qua (e non aggiungo altro che in romano suonerebbe leggermente forte).

Il giorno dopo ci siamo chiesti perché era stato così noioso vedere tutto il film; non abbiamo trovato ancora una risposta precisa, musica a parte. Non so, sento che c’è qualcosa di troppo lento nella narrazione, di un po’ compiaciuto, di un po’ inconcludente, di un po’ medio, senza strappi né provocazioni. Non sono arrivati video del genere o non sono stati selezionati? E poi, tra i temi, c’è la nascita, la malattia, la vecchiaia, ma non c’è la morte, comprensibile, ma un po’ straniante. Non so.

After

After

C’è qualcuno che l’ha visto, a cui è piaciuto oppure no e vuole parlarne?

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Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

4 commenti su ““Italy in a Day” Effects

  1. Mi sono tenuta alla larga !

  2. Gianfranco D'Alonzo
    2 ottobre 2014

    …anche io!

  3. ornellamartini
    7 ottobre 2014

    D’accordo ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensano persone che hanno visto il film, perché il progetto era bello e anche parecchie cose che ci stanno dentro; per esempio, il montaggio in sequenza delle scene in cui sono ripresi movimenti a spirale mi pareva bello; così come ci sono delle testimonianze molto intense, come quella del testimone di giustizia di fatto prigioniero della sua scelta.
    Il mio problema è comprendere meglio le cause della noia come spettatore nonostante l’adesione all’idea che, lo ripeto, è interessante per noi che ci occupiamo di culture della condivisione. L’altro aspetto sul quale sarebbe interessante confrontarsi è quello legato alle scelte di costruzione della narrazione: c’è qualcosa nel ritmo lento e un po slabbrato del montaggio che disperde molta energia vitale.
    Qualcuno l’ha visto e gli è piaciuto? Perché? Ce lo dite, per favore?

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Questa voce è stata pubblicata il 1 ottobre 2014 da in Uncategorized con tag , , , , , .

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