Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

La guerra sul prezzo degli eBook: il caso Amazon-Hachette [seconda parte]

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di Andrea Patassini

[questa è la seconda parte della ricostruzione del caso Amazon e Hachette, qui la prima parte]

Ad agosto le acque non sembrano placarsi, la vicenda tra Amazon e Hachette torna in primo piano. Sempre su Pagina99 Maria Teresa Carbone racconta l’intervento di molti autori americani, circa 900, e non solo quelli pubblicati da Hachette, che occupando un’intera pagina del New York Times denunciano la politica anticompetitiva adottata da Amazon sulla questione. Il tiro incrociato a colpi di messaggi è ben sintetizzato da Mantellini nel suo blog che inoltre osserva come l’atteggiamento assunto dai due contendenti, ovvero quello di appellarsi ad autori e lettori, non sia poi così utile ai fini della risoluzione della questione. Giungiamo al 15 settembre, con un nuovo messaggio da parte degli autori diretto ad Amazon. Nel comunicato gli autori chiedono un approccio differente da parte del consiglio di amministrazione mostrando i rischi di reputazione che questa vicenda potrebbe causare alla società capitanata da Jeff Bezos.

Lo scontro tra Amazon e Hachette trascina con sé tante e differenti riflessioni a riguardo utili a comprendere e approfondire i mutamenti attorno l’editoria. Letizia Sechi nel suo blog traduce il pensiero di Clay Shirky sulla questione. Secondo Shirky si stanno spendendo più energie a criticare Amazon che a difendere gli editori perché gli stessi editori “non sono facili da difendere”. Secondo Shirky Amazon sta forzando quel sistema, un po’ aristocratico, di pensare il libro come un prodotto che debba avere un costo elevato. Il consiglio allora è quello di rivedere le formule di vendita da parte degli editori e, probabilmente, ridefinire il ruolo stesso dei libri nella loro natura digitale.

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Giuseppe Granieri contribuisce ad approfondire la vicenda attraverso la sua rubrica Terza Pagina, su La Stampa. Amazon in questo momento, secondo Granieri, può dettare le regole del gioco grazie alla sua posizione di mercato particolarmente solida con l’obiettivo di abbattere i costi di accesso ai libri. E se gli altri settori dell’industria culturale sono orientati sempre di più verso questo modello economico, l’editoria sembra non comprendere il cambiamento in atto. Sempre Granieri segnala la ferma contrapposizione al pensiero di Clay Shirky diffusa da Mike Shatzkin, che punto per punto offre una visione del problema da chi vive e conosce l’industria dell’editora attuale.

Marco Ghezzi, chief di Bookrepublic, sul suo blog suggerisce l’approfondimento del punto di vista pubblicato di Jake Kerr che riguardo la posizione, per molti, dominante di Amazon offre un’analisi differente. Amazon è di fatto uno dei tanti attori del mercato degli eBook, un settore che ha delle barriere di entrata bassissime e che vede, tra l’altro, la presenza di altri player di tutto rispetto: Apple, Google e Microsoft, anch’essi impegnanti nel mercato dei libri digitali. Certo, attualmente Amazon occupa una posizione di vantaggio, ma tale posizione è fragilissima e potrebbe non durare nel tempo come insegna il mercato del digitale. E non può valere neanche la tesi del vantaggio dei dispositivi prodotti direttamente dalla società di Bezos, perché i concorrenti, come Apple e Google, producono anche loro device con risultati più convincenti in termini di vendita. Insomma, per Kerr la politica dei prezzi bassi è una strategia ben precisa. Una strategia giocata tutta in difesa. La libreria online pur trovandosi in una posizione di vantaggio è attenta a mantenere bassi i margini di guadagno attorno gli eBook, così da non risvegliare l’interesse di altri player.

E in Italia come va? Sempre Marco Ghezzi descrive il mercato degli eBook in crescita costante: a confermarlo ci sono i numeri tutti in aumento proposti dalle diverse realtà nazionali (escluse quindi Amazon, Apple e Kobo). Ma l’unica leva efficace finora per far crescere il volume, scrive Ghezzi, è quella del prezzo. Amazon consiglia fortemente gli editori di agire nella vendita dei libri digitali attraverso i daily deals ed anche qui appare evidente la logica di Kerr: mantenere basso il margine di guadagno degli eBook.

Senza dubbio i numeri di alcuni grandi editori, come Mondadori, dimostrano che anche dalle nostre parti il modello storicamente adottato di editoria tende ad arrancare, se non ad essere definitivamente giunto al capolinea. Un ottimo contributo è l’accurata analisi dello stato di salute di Mondadori pubblicata da Marco Carrara, meglio conosciuto in rete come Il Duca di Baionette.

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Ed anche sul fronte degli eBook i numeri parlano chiaro: un grande editore come Mondadori perde terreno e probabilmente, se non agisce tempestivamente con nuove idee e competenze, rischia di lasciar posto ad altri (e nuovi) concorrenti che in questo settore stanno crescendo. E se i libri digitali non sono il punto di forza di Mondadori, risulta ancor più interessante la vicenda tutta italiana che ha visto l’editore di Segrate cessare definitivamente i contratti di distribuzione di eBook con la libreria digitale Ultima Books. Dal gennaio di quest’anno la libreria Ultima Books non può vendere tutti i libri prodotti dal gruppo Mondadori, le motivazioni sono raccontate nel dettaglio da Antonio Tombolini, a capo di Simplicissimus Book Farm e della libreria digitale in questione. Per Mondadori il termine della distribuzione degli eBook è esclusivamente commerciale: Ultima Books è una realtà che cresce poco, per questo non risulta conveniente rinnovare il contratto di distribuzione. Eppure Mondadori non mostra numeri soddisfacenti nel mercato degli eBook, perché privarsi di una fetta, seppur discreta, di entrate garantite da Ultima Books? E poi, come riflette lo stesso Tombolini, ciò dovrebbe essere applicato a tutte le librerie digitali indipendenti italiane. Sì perché il confronto in termini commerciali tra librerie indipendenti e i cosiddetti big guys (Amazon, Apple, Kobo e Google) è sempre più arduo da sostenere: i numeri attorno gli eBook crescono anche dalle nostre parti ma si concentrano sempre più attorno le grandi aziende.

E se il confronto d’oltre oceano tra Amazon e Hachette sembra stridere con la realtà e i numeri italiani, senza dubbio le vicende appena descritte sembrano anticipare quello che probabilmente accadrà anche da noi quando il fatturato dell’editoria digitale avrà intrapreso la via della forte crescita. Mondadori da tempo ha stretto alleanza con Kobo, Giunti dal Salone del Libro di Torino ha annunciato invece una stretta collaborazione con Amazon. L’atteggiamento sembra essere quello di concentrare le vendite e allearsi con i big guys, dove possibile. Amazon non ha nessuna intenzione di esasperare il mercato degli eBook in Italia, tantomeno di spaventare gli editori. Come dichiara Stefano Mauri del gruppo Gems al Corriere:

Amazon qui non ha sfoderato quell’atteggiamento aggressivo che ci sta facendo conoscere. I suoi rappresentanti in Italia sono giovani brillanti, preparati, che finora hanno tenuto un comportamento collaborativo, almeno per la mia esperienza. Ci sono piattaforme peggiori che ti pongono più brutalmente davanti le loro condizioni.

Mondadori oggi cerca soluzioni più appetibili per distribuire i suoi eBook, domani potrebbe trovarsi a dover fare i conti con Amazon pronto a mostrare le unghie nel momento in cui il mercato degli eBook apparirà maturo.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

2 commenti su “La guerra sul prezzo degli eBook: il caso Amazon-Hachette [seconda parte]

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Questa voce è stata pubblicata il 26 settembre 2014 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , .

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