Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Insegnanti e social network, intervista a Paola Limone

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di Andrea Patassini

Paola Limone è una maestra torinese, con 31 anni di insegnamento, 25 passati al 1° Circolo di Rivoli, in provincia di Torino. Da quest’anno sarà impegnata presso la scuola Bruno Ciari di Grugliasco, suo comune di residenza. Da tempo cura un suo blog chiamato “Spicchi di limone” ed è la fondatrice del gruppo “insegnanti” presente in Facebook, una grande comunità italiana che riunisce le tante anime che ruotano attorno alla scuola. Ho avuto l’occasione di intervistarla per il nostro blog affrontando diverse tematiche come i social network e gli insegnanti, la didattica a contatto con le tecnologie ed altro ancora.

Salve Paola e grazie mille per aver accettato questa intervista. Eccomi con la prima domanda, come nasce l’esperienza del gruppo “insegnanti” su Facebook?

Quando ho iniziato a far uso di Facebook ho subito avuto e richiesto molti contatti con altri insegnanti, che però finivano nel grande calderone delle “amicizie” che comprendono anche contatti  che non hanno a che fare con il mondo della scuola. Ė così che, per far ordine tra i miei contatti e convinta che questo avvenisse solo come in una mia rubrica privata, ho utilizzato la funzione di Facebook “Crea  gruppo” e ho nominato il gruppo “insegnanti” per inserirvi tutti i nominativi dei colleghi. L’azione casuale ha però fatto sì che tutti questi contatti ricevessero un avviso automatico in cui li si informava che li avevo resi parte di un gruppo. Alcuni si sono cancellati, altri hanno ringraziato e sono rimasti, invitando a loro volta colleghi presenti nei loro contatti.

E così che nel febbraio 2011 è nato il gruppo che attualmente conta più di 17000 iscritti, insegnanti di ogni ordine e grado, futuri, precari, in pensione, in Italia e all’estero.

In un gruppo simile quali sono le tematiche più dibattute?

Fino a giugno dell’anno scorso il gruppo “insegnanti” era considerato generalista e non vi era alcun veto sugli argomenti da trattare. Gestire decine di migliaia di iscritti era diventato però molto gravoso e ho così deciso di farmi affiancare da 29 colleghi. Il gruppo da luglio al 1° di settembre 2014 ha avuto un periodo di “congelamento” che ha permesso una revisione del regolamento diventata indispensabile dopo alcuni episodi spiacevoli di intransigenza e aggressività (il momento è difficile per noi docenti e gli animi si surriscaldano facilmente). Dal 1° settembre abbiamo deciso di occuparci prevalentemente di confronto sulla didattica, di scambio di informazioni giuridico-amministrative e di informazione su opportunità e risorse gratuite per l’aggiornamento professionale. È luogo di ascolto e condivisione di gioie e difficoltà professionali.

Per temi sindacali si consiglia l’iscrizione al gruppo “Professione Insegnante” e la registrazione alla pagina “Movimento gessetti rotti“, che riunisce alcuni tra i più grandi gruppi di docenti in rete e che ha come obiettivo quello di raccogliere proposte per una scuola migliore e organizzare iniziative quali ad esempio la raccolta di firme su alcuni temi caldi e la preparazione di comunicati da inviare a testate giornalistiche e sindacati.

Non saprei al momento stabilire quali siano le tematiche più dibattute, abbiamo attualmente discussioni molto partecipate su temi legati all’organizzazione dell’orario scolastico, sulla formazione e sulla valutazione dei docenti, sull’insegnamento della religione cattolica, sul metodo di insegnamento della scrittura nei vari caratteri (stampatello maiuscolo, minuscolo, corsivo). Ogni mese c’è qualche nuovo argomento che riscuote particolare successo e interesse.

Su Facebook tutto scorre troppo rapidamente, vi sono giorni in cui vengono pubblicate decine di messaggi, alcuni dei quali davvero interessanti ma che purtroppo non sempre si ha tempo di leggere. Per cercare in qualche modo di salvare le risorse più interessanti ho creato un’area di condivisione su piattaforma Sharepoint, in uno spazio offerto dall’Associazione Dschola.

In questo spazio gli insegnanti possono caricare e condividere documenti e linkare progetti, tutorial, siti e blog scolastici e personali. All’atto dell’iscrizione al gruppo ad ogni docente viene inviato un messaggio di benvenuto in cui vengono anche segnalati username e password per il caricamento di link e risorse nell’area condivisione.

Come funziona un gruppo dedicato al ruolo degli insegnanti? Si accettano delle regole per la comunicazione?

Il gruppo “Insegnanti” è nato come gruppo chiuso. Vi sono gruppi che richiedono un’iscrizione e un’approvazione da parte degli amministratori, in altri casi basta inserire i propri dati e si è accettati automaticamente, in altri ancora il gruppo è aperto a tutti. Le motivazioni di tali scelte di gestione sono diverse: richiedere l’iscrizione garantisce un minimo di controllo. La scelta del gruppo aperto ha motivazioni “filosofiche”, il voler condividere con tutti è indubbiamente un ottimo principio, ma può ingenerare problemi di gestione se non si garantisce una buona amministrazione.

La scelta del gruppo chiuso è giustificata dal voler garantire ai membri una maggiore libertà di espressione (tra colleghi in rete ci si confronta a volte animatamente, ci si sfoga, si raccontano soprusi e si chiede aiuto per questioni sindacali o di conflitto con il dirigente…).

Sono amministratrice insieme ad altri colleghi di molti altri gruppi tra i quali ricordo Professione Insegnante (28.000 iscritti, aperto a tutti), Arte e immagine per la scuola primaria, Curricolo verticale di matematica, e sono iscritta a molti altri per mio interesse professionale.

Ogni gruppo si dà delle regole e cerca, a volte a fatica, di farle rispettare da tutti. Nei social network la gente si sente libera di pubblicare e commentare, cosa bella in senso filosofico ma potenzialmente deleteria: si pubblica una stessa notizia in decine di gruppi diversi senza badare al tema, ci si offende a volte e si grida alla mancata democrazia quando vengono ricordate le regole o quando un post viene cancellato perché non rispettoso delle stesse.

Nel gruppo “insegnanti” accettiamo ad esempio soltanto segnalazioni a risorse gratuite. Non è possibile postare link a pagine web che presentino risorse a pagamento (libri, software, corsi…). È invece permesso, all’interno delle discussioni, citare risorse che si utilizzano nella scuola benché non gratuite (metodi didattici, software, prodotti che si impiegano quotidianamente nel proprio lavoro, ecc…) in modo da arricchire la propria esperienza attraverso il confronto.

Gli amministratori eliminano i messaggi che non rispettano la natura del gruppo, quelli offensivi, le pubblicità e quelli che si ripetono troppe volte in un breve arco di tempo.

Avevamo anche un punto che sconsigliava vivamente di correggere pubblicamente un collega per un errore ortografico, la netiquette prevederebbe una maggiore elasticità quando si scrive al computer o da un cellulare. Questo punto è stato ora eliminato in quanto difficilmente rispettato (gli insegnanti non riescono proprio a trattenersi dal correggere!) e in fondo è anche giusto che chi scrive si preoccupi della correttezza dei propri messaggi e commenti, utilizzando anche la funzione “modifica” offerta dal socialnetwork.

Per quei docenti che oggi non ne fanno ancora uso, a tuo parere l’accesso e l’utilizzo dei social network è importante?

Far parte di un gruppo su socialnetwork o di una comunità di apprendimento on line è a mio parere un’ottima occasione per un docente di apprendere e aggiornarsi, o comunque per venire a conoscenza di esperienze replicabili, di progetti a cui si può partecipare, di tutorial creati appositamente per l’utilizzo di risorse e software nella didattica.

Da una mappa concettuale che aggiorno costantemente è possibile farsi un’idea della fitta rete di relazioni che i docenti intrattengono, e che a partire da un social network possono poi portare a progettazioni più strutturate, a collaborazioni durature ed arricchenti, a programmazioni interdisciplinari e verticali.

Dietro ad un semplice post si può trovare l’idea che ci farà scoprire una nuova metodologia, una nuova esperienza da vivere con i nostri studenti, un’amicizia con colleghi di altre regioni e Nazioni che ci può portare lontano, fuori dalle mura delle nostre vecchie scuole, in ambienti che anche se virtuali ci possono aiutare a crescere professionalmente e umanamente.

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Nelle tue attività di insegnamento fai uso del digitale? E se sì quali software utilizzi e con quali dispositivi?

Nella mia nuova scuola c’è un laboratorio informatico che ovviamente non ho ancora utilizzato, e una LIM in uno spazio comune. Personalmente in classe mi sono attrezzata con il mio computer e il mio videoproiettore, costruendomi una lavagna interattiva low cost con il sistema wiimote. Ho un iPad personale che utilizzo molto con i bambini, lo posso collegare al videoproiettore e negli anni scorsi è stato utile per attività di costruzione di storie multimediali, mappe e animazioni.

Avendo costruito io il portale per bambini “Siete pronti a navigare?” ed essendo tra gli autori del motore di ricerca “ricerchemaestre” conosco bene tutte le risorse disponibili in rete e le utilizzo nelle lezioni per programmare, far scrivere e giocare, presentare un’attività nuova, rappresentare dei lavori e condividerli in rete.

In rete è possibile rintracciare anche il tuo blog personale “Spicchi di Limone” ricco di riflessioni, suggestioni, contributi personali e consigli per i tuoi colleghi. Suggeriresti ad un tuo collega l’uso del blog? Quali ingredienti servono per raccontare l’insegnamento attraverso il blogging?

Il blog è un diario in rete, può essere personale (trattare di argomenti di nostro interesse), didattico (legato alla nostra professione), “ibrido” come il mio ad esempio, in cui lascio traccia del mio lavoro ma anche degli altri miei interessi. Molto utili i blog di classe, o i blog “giornalino di scuola” (eccone un esempio per entrambi: http://27della5aa.blogspot.it/  e http://notizieincircolo1.blogspot.it/ ).

Nei corsi di formazione che tengo propongo spesso ai colleghi la creazione e gestione di un blog, che permette di raccontare quanto si fa in classe e di creare un legame con le famiglie che da casa possono seguire i lavori in corso.

Prima di proporti l’ultima domanda ti ringrazio per la disponibilità e per aver condiviso la tua esperienza. Quali sono, secondo te, le azioni che si possono condurre per introdurre, incrementare e migliorare le competenze digitali degli insegnanti?

La situazione in Italia è confusa e a macchia di leopardo; abbiamo eccellenze, scuole attrezzate e con personale preparato; abbiamo scuole attrezzate ma nelle quali gli strumenti non vengono utilizzati per la scarsa formazione dei docenti; abbiamo scuole con docenti che si sono formati e che non vedrebbero l’ora di mettere in pratica quanto appreso ma che sono senza gli strumenti per farlo.

L’esperienza nel gruppo operativo del progetto Scuola Digitale Piemonte e in quello più piccolo di Valsusachiamascuolarisponde ha contribuito a rafforzare in me la convinzione che solo un lavoro di rete può dare risultati soddisfacenti e duraturi, facendo andare a sistema ciò che in una sperimentazione ha ben funzionato. Dare fondi per la strumentazione e per la formazione, avere progetti comuni, creare dei poli per l’assistenza, favorire incontri di formazione on line e in presenza, monitorare costantemente quanto si sta facendo nelle varie scuole. Non sentirsi soli aiuta a trovare la voglia, l’entusiasmo e il coraggio di buttarsi. Ma questa è responsabilità non tanto del Governo elargitore quanto delle scuole e degli Uffici Regionali Scolastici.

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Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

Un commento su “Insegnanti e social network, intervista a Paola Limone

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Questa voce è stata pubblicata il 17 settembre 2014 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , .
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