Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

#PirateBox a scuola, condividere anche in assenza di rete

di Andrea Patassini

Che l’Italia mostri un concreto analfabetismo riguardo le tecnologie digitali è cosa nota. Nel blog ne abbiamo parlato recentemente riguardo le competenze digitali e il difficile rapporto tra scuola e tecnologie con annesse proposte del MIUR (ancora non operative) per un superamento di tale impasse. Il problema riguarda sia una cultura digitale che un’infrastruttura tecnologica in forte ritardo. La scuola è una cartina di tornasole del problema nazionale. I dati OCSE diffusi lo scorso anno parlano chiaro, il ritardo tecnologico della scuola italiana rispetto alla media europea è ancora forte. Secondo il MIUR le scuole che possiedono una connessione di rete sono l’82% e più della metà delle aule scolastiche, il 54%, può fare uso di un accesso al web.

È comprensibile immaginare le difficoltà logistiche di un docente impegnato ad utilizzare nella didattica dispositivi o software che necessitino di una connessione alla rete, quando la rete non c’è o è presente ma non copre tutte le aule o, ancora, è presente solamente grazie ad una connessione LAN e così via. Nonostante le tante difficoltà che vive la scuola, esistono sparse su tutto il territorio iniziative di singoli o di piccoli gruppi e comunità che si impegnano a migliorare, pensare e costruire una scuola migliore. Sembrano parole cariche di retorica, ma se scorrete i post e le segnalazioni raccolte nel blog nel corso dei mesi individuerete una porzione notevole di testimonianze che possono dar credito e sostanza a tale affermazioni.

piratebox

E allora eccoci a segnalare e descrivere brevemente un’altra iniziativa davvero interessante direttamente collegata alle difficoltà di connessione di molte aule scolastiche. Lo strumento si chiama PirateBox ed è un ottimo supporto se si ha intenzione di condividere risorse con altri computer o dispositivi quando è assente una connessione di rete. Lo sta proponendo a insegnanti interessati Roberto Andreas Formiconi, docente di Informatica al corso di Medicina dell’Università di Firenze, che nel suo blog personale condivide ricerche e approfondimenti sul tema delle tecnologie e della didattica e organizza il Loptis, un laboratorio itinerante in giro per le scuola per promuovere e far conoscere le tecnologie digitali da poter utilizzare nei processi di apprendimento. Ma cos’è PirateBox? Di fatto è una scatolina che si alimenta tramite corrente e che grazie all’uso di una comune penna USB può consentire di far condividere contenuti e risorse a più utenti. La scatolina altro non è che un router, la penna USB… be’, è una penna USB. La vera forza sta nel software PirateBox, ideato da David Darts e sviluppato dal team condotto da Matthias Strubel, che va installato nel router e che consente il corretto utilizzo del dispositivo.

Roberto Andreas Formiconi nel suo blog descrive dettagliatamente come funziona PirateBox. È senza dubbio un supporto interessante e utile per insegnanti che, in assenza di rete, sentano il bisogno di condividere risorse tramite Wi-Fi con studenti muniti di computer o dispositivi mobili. Attenzione: così operando non si accede al web, ma si crea una piccola rete per condividere risorse e creare momenti di interazione, utili in chiave didattica (in PirateBox, infatti, figura anche una chat, aperta all’uso di tutti gli studenti collegati). Va da sé che gli stessi studenti possono caricare dei materiali personali, da proporre e condividere con gli altri. Gli usi del dispositivo sono tanti e diversi, arrivando anche a livelli più articolati: Roberto Andreas Formiconi, ad esempio, racconta come realizzare progetti collaborativi abbinando il PirateBox a AbiWord, un word processor open source che consente attività di scrittura collaborativa.

PirateBox

Rispondendo ad una proposta di Formiconi un piccolo gruppo di insegnanti ha recentemente chiesto di adottare PirateBox nelle loro attività didattiche. Sarà dunque interessante seguirne gli sviluppi e individuare con quali modalità, qualora siano condivise, i docenti fanno uso di questo supporto. Non si tratta di attribuire doti più o meno salvifiche ad una o un’altra tecnologia, e di certo una proposta come quella di PirateBox non appiana questioni molto più complesse, ma un marchinegno come questo può fare la sua parte dimostrando, ancora una volta, che idee, progetti e strumenti per far muovere la scuola, anche di un solo centimetro, esistono e possono (e debbono) essere sostenuti e valorizzati.

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 luglio 2014 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .

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