Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Digito Accademia

di Roberto Maragliano

logo_academyApre oggi, 11 aprile 2014, Narcissus Academy, un portale per il self publishing dedicato a studenti, ricercatori e docenti delle Università. Sono stato invitato a scrivere una nota di apertura. Cosa che ho fatto con piacere, in quanto convinto self publisher. Mi auguro che tanta gente del mondo universitario voglia tentare questa esperienza e intenda comunque discutere del tasso di praticabilità, del valore politico e del significato culturale che una simile via alla produzione/riproduzione del sapere accedemico è destinata ad assumere. Qui sotto riporto la nota. La trovate comunque sul portale qui

Inutile che ci giriamo attorno, la transizione al digitale, almeno per una parte del settore librario, è già avvenuta. Persino da noi, persino in un paese tecnologicamente arretrato come il nostro (vogliamo ricordare dove ci pongono le classifiche europee sulla penetrazione della rete?), esiste ormai una quota significativa di lettori e pure di autori digitali. Individui che per una ragione o per l’altra (praticabilità, economia, curiosità, pure disperazione) hanno fatto il gran passo e non sono tornati indietro. Gente che ha deciso di sottrarsi ai tanti argomenti che circolano sul profumo delle pagine, il piacere fisico che viene dal palpare l’oggetto libro, o l’importanza di una dimensione cartacea della cultura, come è stato detto ad alto livello, ed è entrata in quest’altra dimensione. Sì, perché si tratta, appunto, di vivere un’altra dimensione. Molto più di quanto non è per la musica o per il cinema, il libro si trasforma, si rigenera nel passaggio al digitale. E come in tutte le metamorfosi, qualcosa va perduta e qualcos’altra viene guadagnata. Vale per il lettore e per l’autore ma, elemento da non trascurare, vale pure per il testo.

Il mio testo digitale suona, il tuo cartaceo no. Il mio è dinamico, mi fa anche girare il mondo, me lo mostra in movimento, me lo fa saggiare, il tuo è statico, solo scrittura e immagini fisse. Il mio mi fa sentire lettore assieme a tanti altri lettori, il tuo ti fa sentire solo, ma non unico. Il mio me lo sono procurato in meno di un minuto, stando pure all’estero, e me l’hasegnalato gente che condivide i miei interessi e le mie passioni, e al tuo come sei arrivato e quanto tempo hai speso per procurartelo? La serie potrebbe continuare (lo leggo senza occhiali, non lo dimentico a casa, l’ho sempre con me assieme a tanti altri, lo annoto quanto voglio senza rischiare di perdere gli appunti) ma si rischierebbe la banalizzazione, almeno agli occhi di quanti stanno dentro il digitale, se non fosse che, fuori della loro cerchia, è appunto la banalità del “vuoi mettere?” che domina su tutto.

Comunque la vogliamo mettere, l’università non può tenersi fuori di questo mondo. Se non altro per esigenze di sviluppo e crescita della ricerca, oltre che della didattica. Insomma, non può non guardare alla parte di futuro che è già inscritta nelle pratiche correnti del produrre e render pubblico il proprio sapere.

Ben venga allora l’opportunità che Simplicissimus Book Farm offre di sperimentare in ambito universitario, con Narcissus Academy, il self publishing.

Personalmente, una scelta nella direzione del digitale l’ho fatta da tempo, un po’ perché mi occupo del rapporto fa media e formazione, un po’ perché sento il bisogno di saggiare vie di uscita da una fase di crisi che colpendo ad un tempo università ed editoria rende i due soggetti poco autonomi l’uno dall’altro. Dopo aver pubblicato su carta per quasi quattro decenni, da due anni ho scelto infatti di produrre titoli solo in versione digitale. E poi, da quasi una decina di mesi sono un self publisher “folle narcissico” (per richiamare Emilio Gadda), con la collana universitaria #graffi.

Lasciamelo dire, dunque, visto che parlo di cosa provata. Ti cambia tutto. Non sei soloautore del tuo titolo, ne diventi anche redattoreallestitoreamministratore epropagandista. Sei indotto a sentirti unico responsabile di tutte queste altre funzioni e a farle giocare assieme dentro i tempi e i modi con cui via via riprogrammi e riattui la tua funzione di autore. Lo dicevo prima, tante cose sono destinate a cambiarti attorno e dentro, se fai questa esperienza. Ti rigeneri. E forse dai un tuo piccolo ma positivocontributo alla rigenerazione di università e di editoria.

Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

Un commento su “Digito Accademia

  1. soudaz
    12 aprile 2014

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