Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Il futuro di aNobii

social-reading

di Andrea Patassini

Diversi anni fa, quando i social network iniziavano a farsi conoscere ma agli occhi dei molti, compresi quelli del sottoscritto, sembravano animali esotici ancora da scoprire e conoscere, trovai in rete uno spazio dedicato alla condivisione di esperienze di lettura. Così iniziai a comporre la mia libreria su aNobii, il social network dedicato agli appassionati di lettura, inserendo recensioni, a volte creando nuove voci a testi ancora non presenti e soprattutto spulciando tra le librerie di altri utenti. In poco tempo aNobii divenne il canale principale per scovare nuovi romanzi, una risorsa incredibile e allo stesso tempo vastissima. Sì perché il numero di recensioni in lingua italiana era (ed è) elevato, negli anni il bacino di utenti italiani è aumentato sempre di più divenendo una delle comunità di lettori più importanti nel social network (circa il 60% degli iscritti). Sono stati i lettori italiani a sfruttare al meglio le potenzialità di aNobii, a condividere recensioni, a creare e animare gruppi, a mettere a punto metodi per lo scambio di libri, ad organizzare iniziative attorno i libri (qui e qui i raduni nazionali organizzati dai partecipanti al social network, qui invece il libro pubblicato nel 2009 con la raccolta delle recensioni più interessanti scritte dagli utenti). Ho continuato a bazzicare su aNobii con grande soddisfazione, e per molto tempo, perché quello spazio era davvero uno dei punti nevralgici in rete per gli amanti della lettura.

anobii_crash

Poi però con il tempo aNobii ha iniziato a perdere occasioni per rinnovarsi ed a tenere il passo con i cambiamenti tecnologici. Si verificavano sempre con più frequenza rallentamenti nella consultazione delle risorse, bug fastidiosi che non consentivano un’interazione adeguata e il conseguente (lento,ma inarrestabile) abbandono del sito da parte dei suoi utenti, compresi quelli che componevano la comunità italiana. Parallelamente è iniziato un balletto di nuove proprietà: nel 2010 Random House, Penguin, Harper Collins e Hmv acquisiscono aNobii con l’obiettivo di coniugare la comunità di lettori con la vendita di libri. Ma il tentativo non andò a buon fine considerando sia una versione beta abbastanza problematica e soprattutto il dissenso diffuso degli utenti. Nel 2012 fu il turno della catena di supermercati Sainsbury’s che pensarono ad aNobii nella versione britannica come un negozio online di eBook come primo esperimento per questo nuovo progetto da esportare poi in tutti gli altri paesi, compresa l’Italia. La comunità italiana anche in questo caso si oppose fortemente a tali scelte commerciali e da parte della nuova proprietà non vennero messe in atto vere proprie iniziative mirate a coinvolgere gli utenti insoddisfatti. Entrambe le acquisizioni erano accompagnate da intenti votati allo sviluppo e al miglioramento del social network che però non hanno mai trovato piena applicazione. Al contrario, dal 2012 in poi il declino di aNobii è apparso evidente. Segnalo un’ottima e accurata analisi realizzata da @jumpinshark sul caso aNobii e sulle ragioni del declino (il titolo mi sembra particolarmente chiaro: “La triste storia del social reading in Italia – Parte 1”). Se il 2009 è stato l’anno del boom di aNobii in Italia, il 2013 rappresenta l’anno della migrazione consistente da parte degli utenti su altri spazi dedicati alla condivisione di recensioni come LibraryThing e Goodreads (acquistato recentemente da Amazon).

Arriviamo così a marzo del 2014, Mondadori su Twitter annuncia l’acquisto di aNobii, terzo giro di proprietà per il social network che stavolta vede uno dei grandi editori italiani puntare ad un suo utilizzo. Annunciato l’acquisto, Mondadori dai diversi particolari emersi si impegna a rimettere in sesto aNobii ovviamente integrandolo (non si conoscono ancora i dettagli) nel suo panorama composto già dall’esclusiva con i dispositivi Kobo, un market di riferimento e la recente piattaforma Scrivo.me dedicata al self-publishing. L’acquisto di Mondadori arriva con evidente ritardo perché, come già accennato, ad oggi la comunità italiana è in fase avanzata di erosione. I motivi dell’abbandono sono legati principalmente ad un ritardo tecnologico notevole da parte del social network. Poter interagire in aNobii negli ultimi anni è risultato sempre più difficile spazientendo anche l’utente più affezionato. Mondadori, dalle prime informazioni rilasciate, sembra intenzionata a migliorare la struttura obsoleta e far tornare questo spazio di condivisione attivo e fiorente come lo era ben cinque anni fa (che per il web e il suo sviluppo sono davvero tanti).

C’è chi guarda con ottimismo la mossa di Mondadori, come Antonio Tombolini che su Wired espone le sue idee a riguardo:

penso che questa volta Mondadori abbia fatto una gran bella mossa. O perlomeno ci sono tutti i presupposti perché lo sia: l’utenza italiana di Anobii si è sempre dimostrata particolarmente affezionata a questa piattaforma, a preferenza di altri.

Da segnalare anche il nuovo intervento di @jumpinshark su questo nuovo capitolo attorno ad aNobii che scrive:

Le opportunità di monetizzazione dell’attività gratuita degli utenti ci sono ancora, in potenza, sia nella vendita diretta che indiretta (ad es. mettere a frutto i loro dati) e questa è la precondizione economica perché Anobii possa ritornare a essere, per la soddisfazione dei vecchi e nuovi iscritti, un luogo vivo dove discutere, scoprire, socializzare libri ed esperienze di lettura.

Seguiremo gli sviluppi e ne parleremo sul blog.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 marzo 2014 da in Uncategorized con tag , , , , , , .
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