Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Post hit! Il cosiddetto popolo della rete, 5 bugie sul web, Amazon e il festival del giornalismo

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Il cosiddetto “popolo della rete”

È l’ennesima etichetta che il giornalismo italiano, poco attento alle dinamiche del web e soprattutto privo di un’alfabetizzazione digitale, attribuisce agli episodi di trollaggio sfrenato che a volte arrivano sulle prime pagine dei giornali. In rete, come scrive Pino Bruno, c’è la stessa gente che vive le nostre strade, nessun popolo quindi, nessuna categoria sociologica; probabilmente, come suggerisce, si dovrebbe rispolverare la Netiquette, quelle regole basilari di buona educazione in rete e di convivenza in rete. Beppe Servegnini e Michele Serra scrivono del tracotante trollaggio sui social network attorno l’incidente stradale di Rosario Fiorello. Si parla di squallore nei commenti, di utenti rancorosi che cercano visibilità sul dolore di terzi, si parla di immaturità del web. Eppure Servegnini nel suo articolo riporta sul Corriere della Sera i nomi e nickname di quegli utenti offrendogli visibilità e importanza gratuita e contravvenendo ad una delle regole fondamentali, la cosiddetta “don’t feed the trolls”, ovvero non offrire importanza e rilevanza al trollaggio. Leggi il post!

Cinque bugie attorno il web

L’odio online, già citato nella segnalazione precedente, è stato più volte nel nostro paese pretesto per proporre nuove idee di regolamentazione per il web. Dal 2010 ad oggi sono diverse le proposte “curiose” che hanno provato a mettere le mani sul web. Spesso tali proposte si basano su una serie di convinzioni e assunti che, in sostanza, non stanno in piedi. Per questo Fabio Chiusi e Carola Frediani elencano e smontano le cinque bugie attorno al web passando per anonimato, cyberbullismo, web senza regole, l’odio sui social network e, infine, rete e democrazia. Leggi il post!

Festival Internazionale del Giornalismo, arriva anche Amazon

In Italia da diversi anni a questa parte si svolge uno dei festival più importanti sul giornalismo. Dopo diverse edizioni di successo con workshop e incontri gratuiti che hanno visto il coinvolgimento di tantissimi partecipanti gli organizzatori, Arianna Ciccone e Chris Potter, nell’autunno dello scorso dichiararono la fine del festival causa un sostegno non adeguato da parte delle istitutizioni nel finanziamento del progetto. Così parte, poco dopo, l’iniziativa di crowfounding che in poco tempo raggiunge l’obiettivo per far sì che il festival possa rinnovarsi. E poi arriva l’annuncio di Amazon che parteciperà attivamente al progetto come main sponsor. Un caso del tutto nuovo per il panorama italiano e non solo, peccato che nel giornalismo di casa nostra quasi nessuno ne parli. Vi segnaliamo l’intervista telefonica ad Arianna Ciccone. Leggi il post!

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Questa voce è stata pubblicata il 10 marzo 2014 da in Post hit! con tag , , , , , , , .

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