Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Automobili e libri (o anche #vivalalettura #conlacarta)

di Mario Pireddu

Domanda: perché lo Stato propone ciclicamente incentivi per l’acquisto di automobili?

Risposta: gli incentivi statali per le auto servono di norma per favorire l’acquisto di veicoli nuovi e meno inquinanti, a scapito di quelli vecchi e più inquinanti.

L’obiettivo dello Stato non è dunque favorire l’acquisto di autovetture in generale, ma indirizzare gli acquisti per ottenere tra le altre cose un livello più basso di emissioni inquinanti. Sembrerebbe quindi strano sentire dai vari governi dichiarazioni del tipo “Promuoviamo la diffusione delle automobili”, perché quel che si promuove è in realtà l’acquisto di automobili di un certo tipo.

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Il 16 dicembre 2013 il Governo, per bocca del premier Letta, ha presentato il piano “Destinazione Italia” che prevede tra le altre cose “la detrazione fiscale del 19% del prezzo dei libri, un punto importante che ha a che vedere con la diffusione dei libri e della cultura” (virgolettato come da fonte). Letta ha detto testualmente: “nel decreto legge sull’agevolazione ai comparti industriali segnalo una misura per favorire la lettura dei libri” (si veda qui). Si tratta di cinquanta milioni di euro stanziati nel collegato alla Legge di Stabilità: 19% sulle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri, per un importo massimo di 2.000 euro, di cui 1.000 euro per i libri scolastici ed universitari e 1.000 euro per tutte le altre pubblicazioni.

Le detrazioni – ci ricorda La Stampa – riguardano i libri cartacei e non gli e-book. Quel che si intende promuovere è dunque l’acquisto di libri di carta, non di tutti i libri. Perché allora il provvedimento viene descritto, anche dal presidente della Associazione Italiana Editori (AIE), Marco Polillo, come “una decisione davvero importante e soprattutto una svolta per la lettura in Italia”? Polillo dice anche che il provvedimento “va nella direzione delle richieste come Associazione”, e che “investire, come è avvenuto oggi, sui libri, da quelli per ragazzi a quelli scolastici e universitari, da quelli di narrativa alla saggistica, significa scegliere di scommettere davvero sulla centralità dei libri, e quindi su quella della cultura, nella crescita sociale ed economica del Paese”. Viene da chiedersi come mai, se l’obiettivo è quello di promuovere “la lettura”, il provvedimento non riguardi anche gli ebookSe tra le richieste della Associazione Italiana Editori c’è la promozione della lettura in Italia, come mai si esprime soddisfazione per un provvedimento che incentiva soltanto una tipologia di fruizioneI libri di carta, peraltro, sono già agevolati con iva al 4% rispetto al 22% degli ebook.

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Va ricordato qui che la questione dell’iva sugli ebook va affrontata in sede europea, perché proprio quest’anno l’Unione Europea – per presunte “gravi distorsioni della concorrenza” – ha sanzionato Francia e Lussemburgo per avere ridotto l’iva sui libri digitali (si veda qui). Ma allora, e anche sulla base delle dichiarazioni del Ministro per lo Sviluppo Economico italiano, viene da chiedersi ancora di più come mai si sceglie di incentivare ulteriormente un tipo di supporto (libro di carta) che gode già di indubbi vantaggi rispetto ad altri supporti (libri digitali). Se si vuole privilegiare una filiera particolare (cellulosa, inchiostro, stampa, trasporto su gomma, librerie, magazzini, macero, etc.) a discapito di altre (bit, editing digitale, distribuzione online, cloud, etc.), perché non dirlo in modo trasparente, invece di parlare genericamente di “diffusione dei libri”? Proprio in tema di diffusione, peraltro, si potrebbe ricordare che la distribuzione online presenta indubbi vantaggi rispetto alla tradizionale filiera del trasporto di libri su camion (sia per la rapidità dell’acquisto, sia per superare il problema del difficile reperimento di testi nei piccoli paesi).

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Molte tra le persone che scrivono su questo blog, così come non pochi cittadini italiani, da tempo e per varie ragioni acquistano sempre più libri in formato digitale piuttosto che cartaceo. Il nostro leggere non è importante quanto quello di chi legge su carta? Il contenuto dei libri va discriminato in base al supporto utilizzato? La lettura di un testo di Umberto Eco in digitale è da considerare meno significativa?

Ha senso continuare a privilegiare il supporto sul sapere e la conoscenza in esso contenuti? Se si pensa a quanto il governo dichiara di volere fare sul piano della didattica e dell’editoria scolastica e universitaria, non si può non rilevare un atteggiamento del tutto schizofrenico. Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si può leggere il comunicato stampa del 27 settembre 2013 relativo al decreto sui libri digitali firmato dal Ministro Maria Chiara Carrozza, che spiega come “il decreto contiene, nel suo allegato, anche linee guida sul libro del futuro che dovrà essere sempre meno di carta, ma, soprattutto, fruibile su tutti i supporti digitali […], in modo da lasciare la massima libertà nell’acquisto a famiglie e insegnanti”. Il governo da una parte si impegna a promuovere il libro digitale (arrivando a sostenere che il libro “dovrà essere sempre meno di carta”) e dall’altra vara provvedimenti volti a incentivare l’acquisto dei soli libri di carta, anche per scuola e università (con la soddisfazione dell’AIE). Inutile dire che ciò rende più difficile l’adozione di testi digitali da parte di insegnanti e docenti, e mina alla base “la massima libertà nell’acquisto” per le famiglie e i lettori tutti.

In conclusione, proprio come accade con le automobili, lo Stato sta scegliendo di favorire non l’acquisto di libri, ma soltanto l’acquisto di libri di un certo tipo. E se il senso delle detrazioni per l’acquisto di automobili meno inquinanti è chiaro a tutti, non si capisce altrettanto bene perché si debba favorire unicamente l’acquisto di libri di carta inasprendo di fatto la discriminazione verso i libri digitali. Qui non c’è in gioco solo Amazon, ma anche tutte le piccole e medie realtà italiane che lavorano con i libri digitali. Tutto questo, vien fatto notare, mentre si evita accuratamente di affrontare temi come l’interoperabilità degli ebook, l’assenza di standard diffusi, il problema della gestione dei DRM proprietari, le politiche di prezzo, etc. Come viene ricordato allo stesso premier Letta su Twitter – e mentre il mondo sembra andare in tutt’altra direzione (si veda qui o qui) – sembra di essere davanti ai “soliti analfabeti del digitale”.

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Informazioni su mariopireddu

Ricercatore per il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, mi occupo di studio, pratica e ricerca su media e formazione. Membro del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive (LTA) dal 2006. Insegno "Mass media, nuovi media e società delle reti" presso l'Università IULM di Milano. Amo il basso elettrico e cucinare. Linux user

2 commenti su “Automobili e libri (o anche #vivalalettura #conlacarta)

  1. elisa
    18 dicembre 2013

    Non solo auto dunque nel piano incentivi nel 2010: previsti bonus anche per l’acquisto di computer, PC portatili e forse anche netbook e tablet pc. Le dichiarazioni del Governo lasciano ben sperare: l’incentivo per l’acquisto di PC (così come quelli per l’auto, gli elettrodomestici e i mobili) non saranno presenti in questa manovra, ma in una ‘manovrina’ che dovrebbe essere approvata entro fine gennaio dopo aver ascoltato tutte le parti, in primis i produttori, congiuntamente al quadro economico generale. Incentivi per l’acquisto di un computer nuovo sono attualmente possibili nell’ambito della ristrutturazione della casa, ma sono assolutamente minimali e per pochi: solo per chi fa cambiamenti strutturali alla propria abitazione. L’anno scorso c’è stato un bonus per l’acquisto di PC e computer portatili per studenti e lavoratori a progetto del valore di 200 euro, e l’iniziativa ha avuto un ottimo successo. Per quanto concerne il 2010, gli incentivi all’acquisto di un personal computer dovrebbero essere estesi, interessando tutti i cittadini italiani e tutti i tipi di PC, come avviene in genere per il settore automotive. Quello che conta principalmente per i consumatori, al di la dell’importo, sarà la semplicità nel fruire dell’agevolazione senza perdersi nelle maglie di un’eccessiva burocrazia (come invece è accaduto nel caso dell’agevolazione fiscale per i mobili nel 2009, dove il bonus poteva essere fruito solo in dichiarazione dei redditi). L’auspicio è che i beneficiari siano tutti, che il bonus sia semplice da ottenere (magari direttamente nel punto vendita o online via Internet), e che l’importo di sconto non sia solo puramente simbolico. E se davvero vorrà avere successo tale iniziativa, oltre all’acquisto di un PC, sarebbe auspicabile un sostegno per l’installazione e l’abbonamento per privati dell’ADSL. Questo tipo di azioni da parte dello Stato potrebbe rappresentare un’ottima iniziativa per ridurre il digital divide in Italia e aumentare il tasso di diffusione dei PC nelle famiglie italiane, ancora drammaticamente indietro.Non solo auto dunque nel piano incentivi nel 2010: previsti bonus anche per l’acquisto di computer, PC portatili e forse anche netbook e tablet pc. Le dichiarazioni del Governo lasciano ben sperare: l’incentivo per l’acquisto di PC (così come quelli per l’auto, gli elettrodomestici e i mobili) non saranno presenti in questa manovra, ma in una ‘manovrina’ che dovrebbe essere approvata entro fine gennaio dopo aver ascoltato tutte le parti, in primis i produttori, congiuntamente al quadro economico generale. Incentivi per l’acquisto di un computer nuovo sono attualmente possibili nell’ambito della ristrutturazione della casa, ma sono assolutamente minimali e per pochi: solo per chi fa cambiamenti strutturali alla propria abitazione. L’anno scorso c’è stato un bonus per l’acquisto di PC e computer portatili per studenti e lavoratori a progetto del valore di 200 euro, e l’iniziativa ha avuto un ottimo successo. Per quanto concerne il 2010, gli incentivi all’acquisto di un personal computer dovrebbero essere estesi, interessando tutti i cittadini italiani e tutti i tipi di PC, come avviene in genere per il settore automotive. Quello che conta principalmente per i consumatori, al di la dell’importo, sarà la semplicità nel fruire dell’agevolazione senza perdersi nelle maglie di un’eccessiva burocrazia (come invece è accaduto nel caso dell’agevolazione fiscale per i mobili nel 2009, dove il bonus poteva essere fruito solo in dichiarazione dei redditi). L’auspicio è che i beneficiari siano tutti, che il bonus sia semplice da ottenere (magari direttamente nel punto vendita o online via Internet), e che l’importo di sconto non sia solo puramente simbolico. E se davvero vorrà avere successo tale iniziativa, oltre all’acquisto di un PC, sarebbe auspicabile un sostegno per l’installazione e l’abbonamento per privati dell’ADSL. Questo tipo di azioni da parte dello Stato potrebbe rappresentare un’ottima iniziativa per ridurre il digital divide in Italia e aumentare il tasso di diffusione dei PC nelle famiglie italiane, ancora drammaticamente indietro.Ecco come al solito il nostro governo ci illude .Una promessa del ,2010,un utopia nel 2013.L Italia unico paese dell ,unione europea che riesce sempre a essere indietro……..svantaggi solo svantaggi.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 dicembre 2013 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .
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