Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Più libri, ma meno liberi dalla carta

05_Palazzo-Congressi

di Francesca Lazzari

Sebbene sia giunta alla XII edizione, devo ammettere che non ero mai stata alla Fiera Nazionale della piccola e media editoria a Roma. I motivi sono molti, ma visto che spaziano dal personale al professionale, li salto per non annoiarvi con lunghi discorsi che a conti fatti potrebbero interessare ad un paio di persone massimo. Quest’anno però presa dalla curiosità e da alcuni ospiti interessanti che dovrebbero parteciparvi decido di andare. Effettuo l’accredito online (girando più volte all’interno di un sito che sembra essere stato costruito appositamente per non farti accreditare gratuitamente visto la tortuosità nel raggiungerlo) e aspetto scalpitante il giorno di inizio.

Lo slogan “Più libri Più liberi. Tutte le forme di scrittura” mi entusiasta, e non vedo l’ora che inizi. Nel frattempo divento follower di @piùlibri2013 e scopro che saranno ben 374 gli espositori, 900 gli ospiti e 310 eventi previsti. Non perdo tempo, mi scarico subito il programma dal sito e inizio ad evidenziare le presentazioni che più mi intrigano.

Dopo il primo attimo di esaltazione però mi accorgo che gli eventi che più mi interessano sono riservati agli studenti coinvolti nel percorso Più libri più grandi. Non mi scoraggio e continuo a scorrere il programma con la solita fiducia che mi contraddistingue, tanto che (come in tutte le situazioni abbastanza disperate che mi accadono con cadenza regolare) nella testa mi appare la vocina familiare che mi sussurra : “Non ti preoccupare, vedrai che avranno fatto degli incontri paralleli!”. Ma dopo aver scrutato su più fronti il programma (sì perché sul sito puoi scegliere di vedere quello completo, quello per ragazzi, quello per i professionisti e addirittura quello relativo a “più libri più luoghi”!) mi convinco che di incontri paralleli non ne vedrò neanche l’ombra, e mi tocca individuare i meno peggio tra quelli rimasti.

Dopo aver usufruito della navetta che dalla metro Eur Fermi mi ha portata fino al palazzo dei congressi mi torna un po’ di fiducia verso l’organizzazione della fiera, e nonostante la signora prima di me alla cassa sia abbastanza nervosa perché l’addetto non è riuscito a trovare il suo accredito, io in un minuto e mezzo ottengo il pass e accedo alla fiera.

Si dice che la prima impressione sia quella che conta, e io immediatamente mi sento come catapultata indietro di circa dieci anni. Il piano terra del palazzo è composto da minuscoli box che ciascun espositore ha tentato di personalizzare (attaccando alla parete un manifesto distintivo della propria casa editrice). Ci sono libri cartacei ovunque, pile e pile di carta stampata e nemmeno un’indicazione a terra, capace con colori diversi, di contraddistinguere i vari percorsi tra gli stand. Arriva pertanto la mia prima delusione: capisco che non ci sono percorsi tematici, non si è pensato ad esempio di collegare le case editrici che si rivolgono ai bambini, oppure quelle che offrono libri di settore/professionali, etc. Mi avvio tra i box ai quali non riesco comunque a dare un ordine – una sequenza logica, alla ricerca della sala Corallo, luogo in cui si terrà l’incontro a cui ho deciso di partecipare. Dopo un lungo giro giungo finalmente alla sala e mi accorgo che il numero di persone interessate all’argomento è nettamente superiore alla grandezza della sala stessa. Mi guardo intorno e mi rendo conto che unicamente per la sala corallo c’è una fitta folla. Improvvisamente mi giunge la seconda delusione: mi chiedo come sia possibile che l’organizzazione non abbia pensato di predisporre una sala più ampia per un tema così attuale come quello affrontato. Già perché il dibattito è “Guida pratica all’editoria 2.0. Come promuovere i libri attraverso i social”. Sarebbe bastato individuare le tre parole chiave, ovvero editoria 2.0, promozione e social per capire che questo sarebbe stato un evento capace di richiamare un numero cospicuo di persone.

Nonostante la folla cerco di introdurmi all’interno della sala e per fortuna quando sto per cedere un signore mi guarda e mi dice: “scambiamoci di posto che per la legge della fisica un’altra persona qui dentro non ci sta, intanto io prendo un po’ di ossigeno”. Entro dentro la sala a discussione già avviata. Stefano Quadraro sta rispondendo a qualcuno affermando che i meme sono un buon modo per incrementare i like sulla propria pagina fb. Tra me e me penso però ad una mail che mi è arrivata la sera prima in cui Zuckerberg afferma di voler eliminare i meme dalle pagine Facebook e di puntare su interventi di qualità. Stefano Quadraro e Fabio Racchini continuano nel loro intervento dando consigli molti interessanti per poter migliorare o iniziare la promozione dei propri testi attraverso i social network. Quadraro ad un certo punto del suo intervento vorrebbe mostrare alcune pagine internet ma non avendo effettuato l’accesso e/o non avendo previsto l’uso di internet (…veramente non era stato previsto l’uso di internet? Ma come è possibile, se proprio l’intervento chiama in causa la rete???), non può farlo. Alla fine spero che almeno ci vengano date le slide appena mostrate invece ci viene unicamente detto che saranno disponibili sul sito dell’AIE a breve, (a breve quando visto che ad oggi comunque non sono ancora disponibili?). Penso che in questo caso sarebbe stato comodo predisporre un codice qr o dare comunque un sito internet di riferimento dove poter scaricare in tempo reale i materiali. Presa da questa idea forse troppo “tecnologica e innovativa” mi incammino verso la sala Turchese intascando la terza delusione.

Il secondo evento a cui prendo parte è la presentazione del libro Difendere la Terra di Mezzo. Scritti su JRR Tolkien di Wu Ming 4. Questa volta la sala è adatta al numero di persone interessate a partecipare tanto che riesco anche a trovare posto seduta. Per chi non conoscesse Wu Ming 4 e più in generale Wu Ming, può cliccare qui . L’incontro è una vera e propria presentazione del libro ed eccetto qualche domanda fuori le righe tutto si conclude nella norma. Anche troppo nella norma visto che mi aspettavo almeno delle slide(magari interattive e animate), invece è una vera e propria chiacchierata face to face.

Ormai si è fatto tardi e scendo al piano terra per uscire dalla fiera. Delusa dal fatto che nel 2013 ci sia così tanta carta e così poco digitale o più in generale che in eventi e manifestazioni di questo tipo si adottino così poco le tecnologie informatiche e di rete, quasi non mi accorgo di essermi incanalata in una lunghissima coda umana che è in fila per una dedica di Zerocalcare. Improvvisamente mi viene in mente la graphic novel rivelazione di quest’anno: Il blu è un colore caldo da cui è stato tratto il film La vita di Adèle vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2013.

Vedendo la lunghissima fila mi torna quindi la speranza che in qualche modo la scrittura abbia trovato all’interno della fiera veramente una nuova forma, se non quella digitale almeno quella illustrata.

Foto di daringtodo
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