Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Bambini cattivissimi, meravigliosamente spregevoli

di Ornella Martini

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Il primo film e poi un’invasione di frammenti singoli e in compilation: questa ha avuto fin ora più di 3 milioni di visualizzazioni. Io- i Minions – più li vedo e più mi viene da ridere, e più penso a quanto sia necessario, per ogni adulto, avere almeno un bambino a portata di mano per conoscere il mondo. Io ho Irene, che ora ha 14 anni e che, ad esempio, mi ha fatto conoscere loro sia nel primo film Despicable ME che nel secondo, Despicable ME2, Cattivissimo ME2, appunto. Ecco il trailer ufficiale della versione italiana.

Be’, è uno dei film più divertenti che io abbia mai visto, ma questo sarebbe poco importante, se non fosse per un altro aspetto: è uno dei film più realistici, autentici e profondamente veri sul mondo dell’infanzia, dell’adolescenza e, per una volta, finalmente senza madri, anche sulla paternità. Provo a dire quello che penso in sintesi.

Mentre ridevo così tanto mi domandavo il perché un film di animazione riesca ad essere così vero e perché, invece, tutte o quasi le rappresentazioni adulte – scuola, media, società tutta – siano sempre viziate da visioni precostituite, formali, accademiche, fuori di ogni contatto con la realtà; eppure, basta guardarli, questi ragazzini di ogni età, per comprendere cosa hanno dentro, di cosa hanno bisogno (di quali parole, di quali fantasie, di quali esperienze). Ciascuno di quei personaggi è un universo rivelato, certamente frutto di un’osservazione attenta, incuriosita, divertita, empatica, da parte degli sceneggiatori, dei disegnatori, degli animatori: le tre ragazzine, Margot, Edith e Agnes, il piccolo macho piacione messicano Eduardo, lo stesso Gru, “Superbad” prima e anche “Superdad” poi. Un pochino sottotono e poco, anche se simpaticamente, caratterizzata, Lucy Wilde, l’aspirante moglie e madre. Basta guardarli e nei gesti, negli sguardi, nei piccoli particolari dell’abbigliamento (il cappellino peruviano fisso sulla testa di Edith, per esempio) e del taglio dei capelli, nelle frasi e nelle battute, si rivelano mondi interi attuali e autentici. Un vivace, spumeggiante, divertente e tenero, manuale di psicologia infantile e dell’età evolutiva vissuto.

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E poi ci sono i minions (che vuol dire “scagnozzi”), la grande pazzesca famiglia di aiutanti di Gru, schiera di schegge impazzite, scureggioni, pernacchiosi, balbettosi e corporei, capricciosi, fastidiosi, imprevedibili, splendidamente folli  e incongruenti nel loro inseguire l’istinto dei propri desideri in un momento senza curarsi delle conseguenze. I minions, piccoli e veri nel tratteggiare aspetti buffi e autentici dell’essere bambini: buffi e autentici ma anche cattivi, veramente “spregevoli” (questo vuol dire “despicable”).  I minions non conoscono le buone maniere (che, come insegna Elias, s’imparano nel corso di un  lungo apprendistato educativo e psicologico), si esprimono con tutta la loro corporeità senza reticenze, sono egoisti e determinati nel raggiungere i loro obiettivi, sono maneschi e crudeli, al tempo stesso, divertenti, intelligenti e teneri, proprio come un bambino vero. In un’altra occasione ho scritto che i bambini non sono angeli innocenti ma umani complessi e contraddittori; non ripeto quel che ho scritto, ma insisto sulla necessità d’imparare a cambiare paradigma psicologico e educativo, per esempio guardando un film come questo.

Superbad, Superdad offre il destro anche a una riflessione sulla figura del padre, attuale e interessante, leggera nella sua storditezza, ma profonda nella sua confusione, soprattutto se collegata ad un’altra suggestione disegnata, a fumetti, questa volta: Diario del cattivo papà, volume 1 di Guy Delisle.
Da sviluppare nel prossimo Post.

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Informazioni su ornellamartini

Vivo e lavoro tra città e campagna: Roma e Rieti. Insegno all'Università e cucino al Fienile di Orazio. Lavoro la creta, leggo, organizzo attività educative all'insegna dell'emozione per bambini e ragazzi. Adoro stare là da noi in campagna, ascoltare l'Opera, chiacchierare con mio marito e mia figlia. E poi mi piace fare e comprare bigiotteria creativa, camminare, andare a cavallo e tante altre cose che non c'è bisogno di dire tutte qui.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 ottobre 2013 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , , .
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