Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Se il libro è vintage

di Andrea Patassini

coverSe dovessi definirmi come lettore mi appiccicherei l’etichetta di lettore ibrido che trova letture su diversi supporti: libro di carta, lettore eBook, tablet e smartphone. Certo, questi ultimi tre sono dispositivi per la lettura digitale, ma di fatto mostrano pratiche diverse tra loro dovute alle dimensioni dello schermo ed alle cose che si possono fare su quei dispositivi. Trovo la lettura digitale una vera e propria rivoluzione, una comodità unica, un modo facile e immediato per raggiungere un numero vastissimo di titoli e non c’è nessun “ma” a seguire, questo è un dato di fatto e rappresenta non più un futuro prossimo o lontano, ma un presente sempre più evidente. Questo però non deve tracciare un confine netto tra carta e digitale e far pensare ad un lettore che investe tutto il suo tempo di lettura su un supporto o su un altro. Di fatto questo atteggiamento di contrapposizione tra due fazioni, più e più volte evidenziato nel dibattito nostrano sulla lettura digitale, non credo che possa rappresentare a pieno i reali movimenti di lettura che adotta chi, appunto, legge. Non ci credo al lettore totalmente digitale come non credo in quello dedito esclusivamente alla lettura su carta. Oggi questi due ambienti si mescolano sempre di più e, a seconda delle abitudini del lettore, possono sbilanciarsi su uno o sull’altro fronte. Nell’elenco degli ambienti sui quali leggo ho indicato anche la carta ed è così.

Ad esempio quando leggo narrativa mi piace il libro di carta se l’autore, la storia o, perché no, come è realizzato il libro mi attraggono un bel po’. Esistono case editrici capaci di realizzare copie cartacee di splendida fattura, dove non conta solamente il contenuto ma anche il prodotto in sé. Mi piace poter avere un oggetto fisico di questo tipo. Ovviamente questa non è una regola ma una scelta che avviene sul momento.

Credo sia interessante la scelta di Stephen King nel voler pubblicare esclusivamente su carta il suo ultimo romanzo Joyland. La Hard Case Crime, la piccola e indipendente casa editrice americana che lo ha pubblicato, ha scelto solamente il canale cartaceo. Si tratta di una scelta discutibile e a mio avviso consapevole dell’enorme mole di copie piratate in formato digitale e delle altrettante vendute. Per King alla base di tutto c’è una scelta che ha già il gusto del vintage (e che la dice lunga su chi ancora oggi reputa gli eBook una cosa per pochi eletti), un voler piazzare come in passato il suo ultimo libro sugli scaffali delle librerie che negli Stati Uniti sono sempre di meno. La Hard Case Crime del resto si impegna a realizzare libri che rievochino stili e atmosfere del passato, a cominciare dalle splendide cover illustrate come i romanzi di genere degli anni Cinquanta.

Probabilmente Stephen King ha intuito un mutamento simile a quello che da un bel po’ di tempo a questa parte si è consolidato nella musica, dove è il digitale a far da padrone, ma dove allo stesso tempo i supporti come cd e soprattutto vinile rappresentano un mercato e un interesse specifico orientato ad appassionati e nostalgici (una categoria di mercato per nulla banale).

Immagine in copertina di Joyful

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Questa voce è stata pubblicata il 25 settembre 2013 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .

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