Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

#leggeredigitale: alleanze sulla carta

di Roberto Maragliano

A proposito del controllo del web e della relativa discussione sollecitata da Laura Boldrini.
Vi siete mai chiesti come mai, qui da noi, sono così tante e così frequenti le prese di posizione di intellettuali accademici in difesa del libro a stampa e in opposizione al libro digitale? E già, come mai? Dire che difendono lo status quo è rendere omaggio a Catalano. Già, ma perché lo fanno?

Provo una risposta qui, forse apparirà maliziosa ma, convenitene, a pensar male … (e così siamo al secondo omaggio alla memoria).
Di fatto l’università italiana e l’editoria italiana non se la passano bene. La prima lamenta un drastico calo dei finanziamenti e una significativa diminuzione delle iscrizioni (oltre che i vecchi e mai curati malanni, primo fra tutti quello del nepotismo autoreferenziale). La seconda soffre di una dolorosa crisi delle vendite (ma anche dei suoi antichi malanni, primo fra tutti l’elitarismo).
Come spesso avviene in casi simili le due povertà decidono di incontrarsi e soccorrersi vicendevolmente.
Come?
Presto detto. Soprattutto, poi, se è detto in rapporto alla mia area di esperienza, le scienze umane, un settore accademico ed editoriale che più degli altri denuncia sofferenza.

textbooksI due, dicevo, si incontrano. L’editore e il professore. Il primo chiede al secondo di scrivere testi adottabili, anzi, fuori di ogni ritegno, testi adottati: “quante me ne porti di adozioni? quali altri insegnamenti oltre al tuo potrebbero essere interessati all’adozione?”. Non gli interessa la saggistica, che risaputamente vende poco, ed è costituzionalmente “di parte”, no, vuole solo ed esclusivamente manuali, che sono meno personali e possono viaggiare più facilmente da un ateneo all’altro (questo generalmente non avviene o avviene pochissimo, ma la cosa non turba il solerte editore, l’importante è avere un bel catalogo da far girare). Dall’altra parte c’è il professore, o chi per lui, che scrive manuali, operazione decisamente meno ardua dello scrivere saggi, perché risaputamente i manuali si riscrivono a partire da quelli esistenti, secondo una catena che può diventare virtuosa se quel “chi per lui”, essendo giovane (ma non troppo, eh!) e conoscendo le lingue attinge a terreni vergini (di italica copiatura).
L’accademico che legge queste note è in grado di fare un elenco di esempi (evitando di metterci il nome suo). E io stesso potrei farlo. Ma sarebbe poco elegante. Credetemi e credeteci sulla parola.
Non è tutto. A cementare l’accordo intervengono due altri elementi, i soldi e i poteri.

Area soldi. Lo sapete, esiste il diritto d’autore, cioè la quota del ricavo delle vendite che dovrebbe andare all’autore. Dovrebbe. Di fatto, da che mondo (stampato) è mondo (stampato) a gestire il diritto d’autore è l’editore, che detiene il diritto di riproduzione del bene (chi sa l’inglese dice copy right). Se ho usato il condizionale è perché sono molto rari, da qualche tempo pressoché nulli, i casi in cui all’autore è riconosciuto un diritto. Al contrario, poiché quello dello scrittura è, per l’accademico, un dovere (se no, niente carriera), l’editore può bellamente astenersi dal rispettarne i diritti. Anzi, addirittura chiederà all’autore stesso di contribuire alla pubblicazione, né questi si sottrarrà alla richiesta, disponendo di un qualche fondo personale o, meglio, “di ricerca”.
Area poteri. Corollario di tutto questo (non tutte le disgrazie vengono per nuocere) la pesante normativa recentemente introdotta a proposito della valutazione della ricerca scientifica, con l’ossessiva osservanza del principio del referaggio, fa sì che l’alleanza tra editore e professore sia ancora più stretta. Io editore non mi limito a pubblicarti un libro,  ti metto nelle condizioni di varare una “tua” collana, nel cui comitato scientifico metterai i tuoi alleati (tra questi è opportuno che ci sia uno straniero o meglio ancora un oriundo), ciascuno dei quali poi ti farà entrare nel comitato scientifico di una collana analoga. Così le famiglie accademiche e le famiglie editoriali cementeranno la loro alleanza di economia e potere.
Nei migliori e più virtuosi dei casi, infine, l’editore ospiterà, nel giornale di cui è proprietario, o su cui proietta la sua ombra, le considerazioni critiche dell’intellettuale accademico, a proposito della serietà degli studi e del suo essere prerogativa esclusiva del villaggio cartaceo.

Ahi sì, perché, dimenticavo, tutto questo sta in piedi se a reggerlo c’è la carta. Basterebbe fare adeguate iniezioni di digitale, di buon digitale, e questa architettura comincerebbe a sfaldarsi. Avverrebbe lo stesso se si provasse ad abolire il valore legale del titolo di studio.

Sarà anche per questo che qui in periferia non si parla di MOOCs né di social reading?

Ve l’avevo detto che il discorso sarebbe stato malizioso.

Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

Un commento su “#leggeredigitale: alleanze sulla carta

  1. Riccardo Infabntino
    10 maggio 2013

    A livello accademico credo che le cose stiano come sarcasticamente (ma come si dice, scherzando si afferma la verità) espone Maragliano. Nelle scuola superiori, dove lavoro da 26 anni, l’idolatria (si arriva anche a questo) del testo cartaceo e l’opposizione (da blanda a feroce) nei confronti del digitale è dettata da ignoranza (a vokte voluta) delle potenzialità, pigrizia, ma soprattutto timore di avere tra le mani qualcosa che possano controllare anche i ragazzi oltre che gli insegnanti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 maggio 2013 da in Uncategorized con tag , , , , , , , .

La nostra pagina Facebook

Il nostro sito ufficiale

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: