Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Social reading di casa nostra

di Roberto Maragliano

Con l’usuale corredo di esotismo, esce, a ridosso della terza conferenza di If Book Then (Milano, 19 marzo 2013), su La lettura del “Corriere”, domenica 17 marzo, un bell’articolo di Bob Stein.
Niente da eccepire. Lui  se ne intende, e certo non gli passa per la testa di adottare gli argomenti tanto cari a certi intellettuali nostrani, feticisti della carta.
Niente di tutto questo. Anzi.
Il libro, fa capire subito, non è un oggetto, è un luogo. E in quanto luogo, digitalizzandosi, cambia di configurazione.
Ecco. “La reificazione delle idee in oggetti stampati oscura l’aspetto sociale della lettura e della scrittura, tanto è vero che la nostra cultura considera queste attività tra le più solitarie”.
Così la nostra cultura, aggiungo, così e ancor più la nostra educazione.
E dunque, diventando luogo virtuale, da luogo fisico che era, lo spazio di lettura si pone nelle condizioni di accogliere e governare le due dimensioni dell’interattività digitale, quella trasformativa e quella sociale: il che equivale a sostenere che si fa  ambiente capace di integrare scrittura e lettura, per un verso, e, per un altro, di far condividere le pratiche dei diversi lettori.
Insomma, quel che tradizionalmente stava fuori o che proprio non c’era, nelle rappresentazioni di lettura legate all’oggetto libro a stampa (gli appunti individuali al testo, il confronto fra i diversi lettori del testo), con il digitale entra o può entrare. I problemi in gioco, interessantissimi per chi si occupa del futuro dell’educazione (e non del suo passato, come fanno i più), hanno meno a che fare con le questioni fattuali ed economiche (contrariamente al malizioso accostamento che il giornale propone tra l’articolo di Stein e un altro sui dati di diffusione degli ebook a livello internazionale) e più con quelle politiche, di politica della cultura e delle istituzioni preposte alla cultura e alla sua diffusione.
Insomma, è il caso di cominciare a pensare, seriamente, al fatto che l’interattività, come pratica e come spazio sociale, mette fortemente in discussione, ci piaccia o no, l’impianto materiale e concettuale delle istituzioni scolastiche e universitarie, per come tuttora le concepiamo.
Ben vengano, dunque le idee di Stein e l’iniziativa di BookRepublic, che organizza la conferenza.
Soltanto, vediamo di togliere a questi discorso l’alone di eccezionalità. Per sperimentare il social reading non occorrono montagne di soldi. Occorrono invece coraggio e curiosità, cose che raramente albergano nei contesti accademici ed editoriali del nostro paese.
Nel piccolo, molto piccolo, noi artigiani del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive, da due anni stiamo facendo esperienza di social reading dentro l’ambiente Bookliners: un italianissimo spazio che ha accolto, fin qui, decine di studenti, e non solo studenti, mettendoli nelle condizioni di annotare e discutere, assieme, gli ebook della collana 5 Cose Su e quelli della collana Studio Digitale, e facendo toccare con mano, a loro come a noi, quanto possano incidere, sulla comprensione e l’uso di un testo, le pratiche dell’annotazione individuale e della sua condivisione.
Un tema, questo, che sul piano concettuale è sviluppato nel capitolo conclusivo di Storia e pedagogia nei media e al quale Ilaria Margapoti ha dedicato il suo impegno di ricerca postdottorale (il cui rapporto trovate qui).
La questione di fondo, insomma, non è se sia possibile mettere il naso, e le mani pure,su questi temi. Il digitale è alla portata di tutti e tutto può essere oggetto di esperienza, e anche di sperimentazione.
La questione di fondo è se si sia disposti ad accettare la lezione che ne viene.

Aggiornamento sulla conferenza IfBookThen: è possibile seguire su Twitter con #ibt13 interventi e riflessioni attorno al tema.

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Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

2 commenti su “Social reading di casa nostra

  1. mariopireddu
    18 marzo 2013

    Crescita lenta per il mercato ebook in Italia, anche per via delle resistenze degli editori: http://bit.ly/15irv7O

  2. Roberto Maragliano
    18 marzo 2013

    Resistenze? Direi di più. In certi casi, addirittura boicottaggio. Lo dimostra, ahimè in modo incontrovertibile, la vicenda della gara della regione Sardegna, bloccata a due giorni dalla conclusione, la scorsa estate. Siamo stati tra i pochissimi a parlarne, ospitando la nota di Silvano Tagliagambe: http://ltaonline.uniroma3.it/notizie/676-chi-vuole-la-scuola-digitale-e-come.html

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Questa voce è stata pubblicata il 17 marzo 2013 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , .

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