Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Montesi, Monti e il gemello

di Roberto Maragliano

Badate bene, scrivo queste note prima di sapere l’esito della tornata elettorale di fine febbraio 2013. Comunque vadano le cose, difficilmente si riuscirà a sfuggire agli interrogativi posti da tre fenomeni di cui nelle ultime settimane si è avuta corposa esperienza: il ritorno di Berlusconi, il boom di Grillo, l’afasia della sinistra. Immagino che, a risultati acquisiti e digeriti, molti vedranno lì, in quei fenomeni, le cause di una crisi. No, io penso, non sono la causa, sono piuttosto i sintomi di un disagio che ha ragioni ben più profonde e assai meno contingenti. Detto chiaro, sono le espressioni odierne, e di superficie, di un tratto di identità per così dire strutturale del nostro paese. Su questo e di questo dovremmo interrogarci, del “ nemico” e delle “tare” che abbiamo dentro e che non smettiamo di portarci dietro, ogni volta sorprendendoci di ciò che avviene, senza che ci si chieda mai perché certe cose avvengano ed avvengano in determinati modi.
Fermo restando che sarò il primo ad essere felice, se i fatti e le analisi mi smentiranno.

Comunque, a confermarmi in questa convinzione hanno contribuito una lettura e un film di questo weekend elettorale.
Il libro è il terzo della collana, I sestanti, diretta da Paolo Mieli per Rizzoli, il cui intento, par di capire, è di presentare una saggistica storica dove la sapiente divulgazione si accompagna alla piacevolezza di lettura. Ottimo davvero, e da far leggere a scuola e all’università, è il titolo che ha inaugurato la collana, Il manoscritto, dedicato alla riscoperta di Lucrezio, in pieno umanesimo, e ai suoi effetti sia sul piano della vita materiale sia su quello delle idee in fatto di filosofia, scienza, religione, politica. Ma passare da lì a Monti sarebbe cosa ardua.  Non lo è invece se ci si misura, come io ho fatto tre ieri e oggi, con Dolce vita, di  Stephen Gundle, docente all’università di Warwick. Il quale affronta l’arduo problema di far capire al pubblico inglese (ma di riflesso anche a quello italiano) quanti motivi e quanto sotterranei siano individuabili all’interno di uno dei più grandi e non a caso irrisolti casi della vita sociale e politica italiana, il  delitto Montesi.  Esattamente sessant’anni fa, la morte apparentemente accidentale di una giovane senza arte né parte si carica via via di significati estremi, portando luci intermittenti su ogni possibile tessera di quell’enorme puzzle che era stato, era e continua ad essere il “caso italiano”. Un puzzle dove potere, sesso, politica, malaffare, droga, mafia, chiesa, giornalismo, cinema si intrecciano in modi, si direbbe, inestricabili. E sì che non c’era la televisione. Ma tutti gli altri ingredienti dell’opacità attuale, eccome se c’erano. Leggetelo, dunque, questo bel libro, leggetelo come un giallo di cui sapete fin da prima che non c’è soluzione (sì, proprio come Il pasticciaccio di Gadda), e solo alle ultime pagine, assieme a Gundle, provatevi a far combaciare gli attori della rappresentazione di ieri con quelli della non meno squallida rappresentazione di oggi.

E poi, per non farvi troppo prendere dallo scoramento, fate, com’io ho fatto, una capatina al cinema e gustatevi Viva la libertà. Vi consolerà la speranza che un’Italia gemella ma più bella e colta e serena e piacevolmente pazza di quella oscura che ci attornia possa, anzi debba venir fuori. Prima o poi.

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Informazioni su Roberto Maragliano

Il Piccolo dizionario delle tecnologie audiovisive, scritto assieme a Benedetto Vertecchi, è del 1974. Da allora non ho smesso di occuparmi di quelle cose. Da persona che sta dentro il rapporto tra formazione e media, non sono le tecnologie che mi preoccupano, ma gli atteggiamenti superficiali di tanti nei confronti delle tecnologie.

Un commento su “Montesi, Monti e il gemello

  1. ornellamartini
    26 febbraio 2013

    “Chi forma poi la massa, e quasi il materiale del tumulto, è un miscuglio accidentale d’uomini, che, più o meno, per gradazioni indefinite, tengono dell’uno o dell’altro estremo; un po’ riscaldati, un po’ furbi, un po’ inclinati a una certa giustizia, come l’intendon loro, un po’ vogliosi di vederne qualcheduna grossa, pronti alla ferocia e alla misericordia, a detestare e ad adorare, secondo che si presenti l’occasione di provar con pienezza l’uno o l’altro sentimento; avidi ogni momento di sapere, di credere qualche cosa grossa, bisognosi di gridare, d’applaudire a qualcheduno, o d’urlargli dietro. Viva e moia, son le parole che mandan fuori più volentieri; e chi è riuscito a persuaderli che un tale non meriti d’essere squartato, non ha bisogno di spender più parole per convincerli che sia degno d’esser portato in trionfo: attori, spettatori, strumenti, ostacoli, secondo il vento; pronti anche a stare zitti, quando non sentan più grida da ripetere, a finirla, quando manchino gli istigatori, a sbandarsi, quando molte voci concordi e non contraddette abbiano detto: andiamo; e a tornarsene a casa, domandandosi l’uno con l’altro: cosa è stato? Siccome però questa massa, avendo la maggior forza, la può dare a chi vuole, così ognuna delle due parti attive usa ogni arte per tirarla dalla sua, per impadronirsene: sonon quasi due anime nemiche, che combattono per entrare in quel corpaccio, e farlo movere. Fanno a chi saprà sparger le voci più atte a eccitar le passioni, a dirigere i movimenti a favore dell’uno o dell’altro intento; a chi saprà più a proposito trovar le nuove che riaccendano gli sdegni, o gli affievoliscano, risveglino le speranze e i terrori; a chi saprà trovare il grido, che ripetuto dai più e più forte, esprima, attesti e crei nello stesso tempo il voto della pluralità, per l’una o per l’altra parte.
    da I Promessi Sposi, cap. XIII

    Lo so, qualcuno potrebbe pensare che mi sono fissata con Manzoni e i suoi Promessi Sposi, ma la mia lettura continua, e continuo a trovare delle straordinarie suggestioni per comprendere meglio chi siamo, come italiani. Secondo me ci racconta in modo preciso e efficace. estremamente attuale, da grande anticipatore.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 febbraio 2013 da in Uncategorized con tag , , , , , , .

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