Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Come vanno le campagne elettorali in rete?

di Andrea Patassini

manifestiSiamo in piena campagna elettorale e il fronte comunicativo della politica è entrato nel vivo della competizione facendo grande leva sul web. Provare ad osservare più da vicino come la nostra politica comunica e si relaziona con gli elettori, soprattutto nell’ambiente mediatico del web, è un esercizio utile a comprendere come una componente importante della classe dirigente del paese tenta di costruire un canale comunicativo con la cittadinanza. Un dato da non sottovalutare: la politica si trova a dover constatare e affrontare un evidente scollamento (e scoramento) della cittadinanza dai temi e dalle pratiche (molte tendenti al giudizio negativo) spesso associate o in alcuni casi prodotte dalla politica.

In questa fase quindi, come viene utilizzata la matrice comunicativa dei politici in rete? Insomma, come ci si pone di fronte ad un elettorato in parte deluso o, nei casi peggiori, tendente all’indifferenza? E inoltre, quali novità sta offrendo la rete per la comunicazione politica, in particolar modo in questo momento? Ci sono diversi osservatori che stanno offrendo spunti di riflessione utili a comprendere le dinamiche comunicative nel web in questa campagna elettorale.

Se Grillo già da tempo ha instaurato e consolidato un rapporto con la rete (molto più vicino al concetto di community che di semplice propaganda, anche se di quest’ultima non fa di certo a meno), inserendo il web nell’immaginario politico proposto a contrasto di una visione verticale e strutturata dei partiti duramente attaccati, le altre realtà politiche o si sono da poco inserite nel contesto mediatico del web o stanno continuando, o sviluppando, strategie comunicative già intraprese. Il Partito Democratico, durante il turno delle primarie, ha catalizzato notevolmente l’attenzione, in particolare Renzi si è dimostrato decisamente più abile (ed agile) nell’intavolare un canale comunicativo in rete rispetto a Bersani, soprattutto nei diversi social network. Eppure la vittoria netta di quest’ultimo ha dimostrato il contrario. Il sito Valigia Blu riporta un’interessante confronto tra peso mediatico digitale e peso politico elettorale. Bersani, come segnala Vincenzo Cosenza, continua a mostrare una certa fatica in rete. Nelle ultimissime strategie comunicative del Pd, si può notare una rincorsa alle comunicazione più fluida e immediata (più vicina alle logiche virali intrise di ironia che viaggiano tra i social network), come il caso del pedalò e Capo Horn (tema, guarda caso, impostato da Renzi). Certo, non vanno dimenticate altre prove simili che non hanno avuto lo stesso successo, come il caso dei “Fantastici cinque”.

partito-democratico-fantastici-5

Berlusconi, seppur avesse annunciato il forte coinvolgimento di volontari digitali, conferma meno consapevolezza del mezzo internet. È il caso di Twitter dove l’account @berlusconi2013, non gestito personalmente dall’ex premier ma da volontari, mostra qualche difficoltà nell’approccio con gli utenti e soprattutto nel modo di comunicare. Lo stesso Berlusconi ha dichiarato di non credere poi troppo nel mezzo Twitter (accusato di catalizzare troppi giudizi negativi). Pochi giorni fa è apparso un tweet che, a brutto muso se la prendeva con Rai Tre in modo molto colorito, poi il tweet è stato cancellato. Probabilmente qualche volontario digitale si è lasciato sfuggire un messaggio decisamente personale e poco incline a rappresentare il profilo, seppur ufficioso, di Berlusconi proiettato alla campagna elettorale. Insomma, un bel po’ di pressapochismo. Non a caso Berlusconi continua a preferire decisamente il mezzo tv, partecipando a talk o interviste dedicate nei diversi programmi televisivi di approfondimento politico o di varietà (vedi il caso D’Urso).
Infine c’è il caso Monti e annessa “salita” in politica e, di conseguenza, ulteriore salita in rete. L’approccio al web da parte del presidente del consiglio uscente non è così banale. Giovanni Boccia Artieri ci offre un interessantissimo quadro della questione, approfondendo e analizzando l’iniziativa proposta dalla squadra impegnata nella comunicazione che ruota attorno a Monti, ovvero il #montilive. Improntando un question time via Twitter, Monti ha provato a fare un uso un pizzico più articolato del mezzo, certo, non nascondendo limiti e ampi miglioramenti, ma che, come scrive Boccia Artieri, sembra intenzionato a raggiungere un obiettivo ben preciso partendo da questo concetto:

non è la quantità della tua audience ma la qualità della conversazione che sai produrre a definire la tua reputazione online. E un politico che “sale” in Rete può anche immaginare di pensare quel luogo come un modo diverso di confronto con i cittadini o come ambienti in cui informarli, come occasione di sviluppare logiche diverse di engagement, chiamarli ad agire, ecc. La via della conversazione è più impervia di quella del presenzialismo, ma credo non solo che ripaghi ma che sia il modo più naturale di abitare la Rete.

Foto di zak mc

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2 commenti su “Come vanno le campagne elettorali in rete?

  1. giulio sforza
    10 gennaio 2013

    ben venuto dal dal Vegliardo curioso

  2. Pingback: La cassa di risonanza « Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

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Questa voce è stata pubblicata il 10 gennaio 2013 da in Uncategorized con tag , , , , .

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