Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

Il pirata e l’editore

di Andrea Patassini

pirataImmaginate di acquistare su un qualche negozio online l’eBook che desiderate, procedete nel percorso di acquisto ed eccolo, poco dopo, sul vostro reader pronto per essere letto. Vi mettete comodi sul divano e iniziate a gustarvi l’eBook. Dopo poche pagine individuate un errore tipografico, un accento sbagliato, storcete un po’ il naso, ma in fin dei conti vi rendete conto che un errore può capitare. Insomma, siete realisti e comprensivi, ma soprattutto il desiderio di leggere quel libro continua ad avere la meglio su un piccolo e comprensibile errore. Poi però notate che quell’errore si ripete un’altra volta, ecco infatti un altro accento errato.

Dopo poco un’altra volta ancora. Infine scoprite che quell’errore prende forma in diverse combinazioni diventando praticamente un refuso costante che vi accompagnerà per tutta la lettura. A quel punto continuate la lettura ma vi sentite, giustamente, presi un po’ per il naso. Le motivazioni sono diverse. La prima è che quell’eBook lo avete pagato (sei euro e novantanove centesimi per l’esattezza). La seconda è che l’editore che ve lo ha venduto vi sta implicitamente comunicando che su quel testo non ci ha messo tutta la professionalità che serviva.

Ma la storia non finisce qui. Dopo aver terminato la lettura, cercate nei negozi online un altro libro che vi interessa, scoprite con rammarico che non è presente nel formato eBook. Però sul motore di ricerca appaiono diversi risultati che vi invitano a scaricare gratis quel testo. Ci andate, quell’eBook è una copia pirata, scaricabile nei diversi formati compatibili con qualsiasi reader. Non resistete dalla voglia di leggerlo e così procedete con il download. Ma il gesto non vi piace: è illegale e soprattutto va a discapito dell’editoria e di chi  lavora nel settore. Vi rimettete seduti sul solito divano, iniziate a leggere l’eBook e, poco dopo, scoprite che su quel testo non si presentano errori. Non vi entusiasmate subito, in fondo sono le prime pagine. State dando un valore decisamente più basso a quel contenuto scaricato gratis, nella vostra testa la possibilità di errori o problemi di visualizzazione corretta delle pagine continua a persistere, insomma, è una copia pirata, è gratis, non potete aspettarvi la perfezione. Ma immergendovi nella lettura gli occhi prendono a strabuzzare, a metà libro, neanche un errore. Terminato l’eBook il dato è definitivo, quella copia pirata era perfetta.

A quel punto una riflessione non può che prendere vita e darvi il colpo di grazia: il lavoro dedicato da qualche “pirata” su quell’eBook è maggiore rispetto al testo acquistato regolarmente dall’editore. C’è più professionalità, maggiore impegno e cura per un prodotto. Il pirata, con benda sull’occhio sinistro e uncino al posto della mano destra, essendo un appassionato di libri sa che eventuali errori tipografici possono disturbare l’esperienza di lettura e sa bene che, per far sì che tutto ciò non accada, c’è bisogno di molto lavoro su quel testo per renderlo il più godibile possibile. La domanda è: perché l’editore non ha pensato e conseguentemente agito allo stesso modo? In quel caso la fiducia di un lettore espressa in sei euro e novantanove centesimi non era sufficiente? Ad integrare questa piccola storia, pochi giorni fa sul blog di Ultima Books (un negozio online per gli eBook) sono stati riportati altri due casi di lettori scontenti, casi ancora più eclatanti e raccapriccianti che rendono bene l’idea di quanta poca professionalità e soprattutto quanto poco rispetto per i clienti ci sia da parte di alcuni editori (non tutti, per fortuna) che intendono vendere eBook.

Immagine di cover di Pirate’s (Pinterest)

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Questa voce è stata pubblicata il 13 dicembre 2012 da in Uncategorized con tag , , , , , .

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