Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

Università degli Studi Roma Tre

E la didattica?

Nuova editoria e vecchia università

di Roberto Maragliano
editoria_universitaria_digitaleIn questi giorni di fine novembre 2011 esce una collanina (nemmeno tanto ina) per conto di Apogeo dedicata all’editoria digitale. Ovviamente sono testi in esclusivo formato ebook (e non versioni digitali di testi cartacei). Ovviamente, anche se per alcuni, che pure di questo argomento scrivono pubblicano pontificano da ogni possibile cattedra universitaria e/o massmediale (ammesso che ci sia differenza), questo non è ovvio. Bene, la collanina esce con 8 dico otto ebook, ognuno dedicato ad una diversa specifica faccia del tema: modi di produzione, modi di diffusione, modi d’uso, ecc. Finalmente, con questi discorsi, si entra nel merito. E nel migliore dei modi, consentendo al lettore non solo di avere indee chiare ma anche di fare esperienza diretta di quel che è presentato e discusso nei testi. Finalmente si esce dalla logica dei dibattiti televisivi sui pericoli della tv. Ben vengano iniziative come questa, dunque. Soprattutto se vengono, sia detto chiaramente, con la pulizia e la correttezza di questa. Infatti va dato atto ad Apogeo di aver investito intelligentemente sull’editing, facendo di questi volumetti un esempio di correttezza e funzionalità: la navigazione tra testo e note è fluida e tutti i link che portano fuori del volume, nella rete, sono chiaramente evidenziati.

Allora finalmente si può entrare a discutere del contenuto.

Che, nel caso che prendo qui in considerazione, tratta dell’editoria digitale di ambito universitario. Non c’è che dire, autore (Nicola Cavalli) e prefatore (Andrea Angiolini) hanno fatto un degnissimo lavoro, fornendo una mappa estesa delle questioni in gioco. In più Cavalli ha intessuto testo e note di opportuni link a quanto di specificamente legato a singoli aspetti trattati è reperibile in rete.

Il lettore non può non uscirne soddisfatto, se è onestamente proiettato non dico sul futuro ma semplicemente sul presente. Soddisfatto sì, ma anche preoccupato di quanto siamo indietro, nel belpaese, e dentro i suoi apparati di istruzione. Come si è soliti fare in questi casi, introduco una nota critica, segnalando un’assenza della mappa. L’assenza del tema della didattica. Certo, mi si farà notare, si parla di manuali scolastici o accademici, e si introduce anche la questione dell’elearning. Ma, obietto, il riferimento soltanto di maniera a questi due elementi fa capire che non si considera la didattica uno dei soggetti scientifici e tecnici in gioco, e dunque che si prescinde da un impegno di concettualizzazione del tema. Scelta che sarebbe importante fare, a mio avviso, per decidere di editoria digitale e del suo futuro in ambito accademico (e scolastico).

Faccio un solo esempio per chiarire a che cosa mi riferisco. Mettiamo che io, come docente universitario, decida di adottare questo testo, Benissimo. Già sarebbe arduo convincere di questa scelta la quota di studenti ricattati dall’ideologia del profumo della carta (e per questo gran consumatori di odorosissime fotocopie). Non c’è bisogno che mi immagini le reazioni, le sento ogni giorno (prof. e mo’ come se fa’, do’ se compra, mica ciò a carta e poi meafregheno, er libraio me dice che nun ce l’ha). Sono contingenze che passeranno col tempo, man mano che gli interessati troveranno elementi di interesse nella soluzione digitale (economia, praticità, pulizia, ecc.). No, la questione che pongo è ardua ad un livello più elevato e compesso. Dunque, mettiamo che io abbia adottato il volumetto. Lo spiego e lo faccio studiare. Poi vado a verificare. Ecco, qui vi voglio. Cosa vado a verificare? Dentro a quale spazio mi muovo? Le 59 pagine del testo o anche le pagine web linkate e se includo queste, a che livello mi fermo? La prima la seconda la terza generazione di link? Domande che restano senza risposta, a meno che uno non voglia prendere atto della carenza di cui sopra: la necessità, per intenderci, di includere il tema della didattica (e della valutazione, di cui rappresenta una delle facce) dentro lo spazio della riflessione sull’editoria digitale.

Basta un link a far saltare questa didattica, questa valutazione. L’editore lo sa?

Foto da Books (Pinterest)

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Questa voce è stata pubblicata il 13 dicembre 2012 da in Uncategorized con tag , , , , , .

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